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Modello comportamentale e negoziale dell'intermediario finanziario e conseguente responsabilità civile

Dario Scarpa, Professore Associato di Istituzioni di Diritto Privato (Università di Milano-Bicocca).

Il rispetto del principio del know you merchandise rule necessita della previa determinazione dei profili diversi dei prodotti finanziari: la constatazione ontologica della differente intelligibilità dei prodotti finanziari richiede un quid pluris di specificazione nel fornire informazioni circa prodotti non quotati o privi di rating. Di conseguenza, il dovere per l’intermediario di garantire all’investitore la best execution dei suoi ordini diviene centrale e il suo adempimento più complesso e organizzativamente più impegnativo per gli intermediari.

Behavioral and negotiating model of the financial intermediary and consequent civil liability

Compliance with the principle of know you merchandise rule requires the prior determination of the different profiles of the financial products: the ontological assessment of the different intelligibility of the financial products requires a quid pluris of specification in providing information about unlisted or unrated products. Consequently, the duty for the intermediary to guarantee the investor the best execution of his orders becomes central and his fulfillment more complex and organizationally more demanding for intermediaries.

1. Criteri di determinazione degli obblighi comportamentali e contrattuali nella negoziazione di prodotti finanziari: da parte dell’ope­ra­tore economico: know your customer rule e suitability rule

La ricerca del modello comportamentale dell’intermediario finanziario vuo­le una compiuta disamina dei principi che sottendono l’attività pre-negoziale e negoziale nei confronti della clientela in funzione della migliore tutela del­l’af­fidamento del contraente debole in presenza di chiara asimmetria informativa nella dinamica della contrattazione di prodotti finanziari. L’art. 21, primo comma, TUF, impone all’intermediario di comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza nell’interesse dei clienti e per l’integrità dei mercati: in particolare prescrivendo il comportamento di acquisire le informazioni necessarie dai clienti [1].

Si parta dall’evidenza della regola aurea nella regolamentazione della circolazione dei prodotti finanziari; il metodo del know your customer rule risulta rilevante per il pregnante motivo che il profilo soggettivo del cliente è decisivo per l’individuazione e selezione delle informazioni che vanno fornite al­l’investitore, consentendo di giungere alla valutazione di adeguatezza del­l’operazione proposta [2]. Non risulta sufficiente acquisire i dati inerenti al profilo soggettivo del cliente, in quanto occorre, in aggiunta, anche tenere in debita considerazione tali informazioni [3]; ne consegue, come logico corollario, la propedeuticità degli obblighi di informazione al rispetto della c.d. suitability rule [4].

Pertanto, alla conoscenza delle attitudini e dell’investitore consegue un obbligo negoziale dell’operatore di adeguare la posizione finanziaria del contraente alla migliore perseguibilità del relativo interesse patrimoniale [5]. Difatti, ai sensi dell’art. 21, primo comma, lett. b), l’intermediario deve altresì operare in modo che i clienti siano adeguatamente informati: propedeutico al corretto adempimento di tale regole di condotta è l’obbligo, imposto dall’art. 26, lett. e) del Regolamento Intermediari, di acquisire una conoscenza degli strumenti finanziari, dei servizi nonché dei prodotti diversi dai servizi d’investimento, propri o di terzi, da essi stessi offerti, adeguata al tipo di prestazione da fornire.

Si rifletta, di risulta, in senso sistematico: il rispetto del principio del know you merchandise rule necessita della previa determinazione dei profili diversi dei prodotti finanziari: la constatazione ontologica della differente intelligibilità dei prodotti finanziari richiede un quid pluris di specificazione nel fornire informazioni circa prodotti non quotati o privi di rating [6]. La distinzione da operare è tra le operazioni che determinano risultati negativi prevedibili e investimenti che producono conseguenze negative prodotte da eventi istantanei che non possono essere previsti. La casistica enuclea casi in cui la sufficienza delle informazioni a favore dell’investitore risulta inversamente proporzionale al livello di conoscenze finanziarie dell’investitore stesso, potendo dimensionare il rischio specifico su parametri dallo stesso intellegibili [7].

Le decisioni economiche sono di fatto caratterizzate dalla presenza di informazioni, si sviluppano, dunque, in condizioni di incertezza ed avvengono nel tempo. La scienza economica risulta essere qualificata dagli elementi del tempo, dell’informazione e dell’incertezza [8]. In un sistema economico la presenza simultanea di informazione e di avanzamento tecnologico crea fenomeni di esternalità di rete che evidenziano alcuni effetti prima stimati come secondari [9]. Tuttavia il progresso tecnologico non comporta, come corollario, una equa distribuzione delle differenze informative e condizioni di inefficienza continuano a caratterizzare il sistema economico [10]. L’economia dell’informa­zione si occupa delle relazioni contrattuali che hanno luogo in situazioni di conflitto caratterizzate da informazione asimmetrica, non si occupa direttamente delle cause che stanno alla base delle decisioni individuali ma ..


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