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Donazioni di quote di società a responsabilità limitata e «pignoramento revocatorio» ex art. 2929 bis c.c.

Mario Paccoia, Professore a contratto di diritto privato nell’Università degli Studi Milano – Bicocca. 

Il presente contributo ha ad oggetto la recente sentenza del Tribunale di Milano del 22 gennaio 2020 la quale si è pronunciata sull’ambito applicativo del «nuovo» art. 2929 bis c.c. e, in particolare, se nello stesso vi rientrino pure gli atti di cessione di quote di società a responsabilità limitata. La risposta positiva, offerta dalla decisione in commento, non appare tuttavia persuasiva in quanto fondata sulla asserita equipollenza fra due discipline pubblicitarie (l’«iscrizione» e la «trascrizione»), alquanto diverse sia sotto il profilo strutturale che funzionale.

PAROLE CHIAVE: donazione partecipazioni sociali - donazioni - quote di societą - pignoramento revocatorio

Donations of LLC Shares and «pignoramento revocatorio» ex art. 2929 bis c.c.

The present work pivots around a recent ruling coming from the Court of Milan dated January 22, 2020 concerning the field of application of the “new” art. 2929 bis c.c. and discussing, in particular, whether the latter should refer to acts of disposal of shares of LLCs as well. The positive answer, offered by the commented ruling, does not appear to be persuasive given that it is based upon the alleged equivalence between two publicity disciplines (“registration” and “transcription”), despite the two being rather different from both a structural and functional perspective.

1. Casus decisus

Con l’ordinanza in commento, il Tribunale di Milano si pronuncia su una questione che – come era prevedibile – presto o tardi anche la giurisprudenza sarebbe stata chiamata ad affrontare e cioè se nell’ambito applicativo del «nuovo» art. 2929 bis c.c. [1] rientrino pure gli atti di cessione di quote di società a responsabilità limitata.

Il caso che ha offerto al giudice meneghino l’occasione di pronunciarsi al riguardo è così riassumibile.

In forza di lodo arbitrale esecutivo, un’associazione promuoveva esecuzione forzata sottoponendo a vincolo espropriativo la quota di una s.r.l., già donata dal debitore ad altro soggetto.

Il debitore esecutato e il terzo pignorato (donatario delle predette quote) si opponevano agli atti di precetto e di pignoramento loro notificati, sostenendo che la speciale procedura introdotta dall’art. 2929 bis c.c. non potesse trovare applicazione all’atto di donazione intercorso fra loro, sulla base dell’assunto che tale atto non aveva «ad oggetto “beni mobili o immobili iscritti in pubblici registri”, come invece testualmente previsto dalla norma in questione».

Il Giudice dell’Esecuzione accoglieva l’istanza degli esecutati, sospendendo la procedura ai sensi dell’art. 624 c.p.c. e assegnando termine per l’even­tuale introduzione del giudizio di merito.

Avverso l’ordinanza di sospensione era successivamente proposto reclamo da parte del creditore procedente, sostenendo che le quote di s.r.l., dovendosi annoverare tra i «beni mobili iscritti in pubblici registri», rientrerebbero nel­l’ambito applicativo della norma.

Il Collegio, dopo aver richiamato la ratio della disposizione e individuato gli elementi «fondanti» l’istituto [2], dà atto dell’esistenza di un dibattito [3] concernente la possibile ricomprensione nell’area applicativa della norma degli atti a titolo gratuito relativi alle quote di partecipazione in s.r.l.

Come osservato nell’ordinanza in esame, il dubbio interpretativo dipende da un difetto di coordinamento insito nel dato testuale che si riferisce unicamente alla «trascrizione», sicché appare legittimo domandarsi se le vicende circolatorie attinenti alle quote di s.r.l. – come tali soggette al regime del­l’«iscrizione» nel Registro delle Imprese a norma dell’art. 2470 c.c. – possano comunque ricomprendersi nel perimetro applicativo della disposizione.

Lo stesso Tribunale riferisce che, in tema, si sono affacciate essenzialmente due opinioni opposte [4].

Secondo un primo orientamento, la natura «eccezionale» del rimedio introdotto con l’art. 2929 bis c.c. non consentirebbe – stante il divieto generale contenuto nell’art. 14 preleggi c.c. – una applicazione dello stesso a casi analoghi. Inoltre – sempre secondo questa lettura – applicare la norma in questione anche agli atti gratuiti di trasferimento di partecipazioni sociali provocherebbe un vulnus nel sistema di circolazione dei beni.

A mente di una diversa opinione, fatta propria dal Tribunale, l’assunto secondo cui l’art. 2929 bis c.c. costituisce norma eccezionale non sarebbe affatto pacifico e, a sostegno di tanto, richiama due argomenti. In primo luogo, la disposizione non sarebbe isolata nel nostro sistema in quanto l’art. 2560, secondo comma, c.c., in caso di trasferimento di un’azienda commerciale, chiama l’acquirente a rispondere per i debiti risultanti dai libri contabili obbligatori, il quale «vede così espropriati, per mano dei creditori del suo dante causa, i beni aziendali trasferiti, senza neppure frapporre lo schermo di un rimedio oppositivo».

Inoltre – ed è il secondo argomento – la norma, pur discorrendo di «beni mobili iscritti in pubblici registri», non specifica a quali registri intende riferirsi, con la conseguenza che escludere gli atti soggetti ad iscrizione nel registro delle imprese (limitando quindi il riferimento ai soli beni mobili elencati nel­l’art. 2683 c.c.) non sarebbe corretto, atteso che «nei casi in cui il legislatore ha voluto effettuare una limitazione ai beni contemplati in quest’ultima disposizione, infatti, lo ha indicato espressamente» [5].

Il Tribunale conclude, pertanto, nel senso di reputare aggredibili, ..


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