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L'avvento dell'intelligenza artificiale nella professione legale: tra smart-working e avvocati robot

Bianca Maria Scarabelli, Dottoranda di ricerca in Diritto Commerciale presso l’Università commerciale “L. Bocconi”

Nel presente elaborato viene preso in considerazione l’avvento dell’intelligenza artificiale nel mondo della professione legale. Dopo una breve introduzione circa il ruolo cruciale che l’intelligenza artificiale ha svolto nel corso dei passati mesi di forzato lock-down, causato dalla pandemia da Covid-19, il testo passa ad analizzare la definizione di “intelligenza artificiale”, delineando i numerosissimi campi in cui questa tecnologia è stata implementata nonché le tre fasi del suo sviluppo, caratterizzate da una graduale e sempre maggiore autonomia della macchina rispetto all’uomo e da uno spostamento del potere decisionale a vantaggio del software. Nel paragrafo viene altresì analizzato il concetto di “conoscenza giuridica integrata”, ovvero la possibilità che oggetti e sistemi di utilizzo quotidiano integrino alcune norme di legge.

Il testo del paragrafo successivo è dedicato al ruolo dell’avvocato nell’era digitale e alla necessaria integrazione che il professionista deve creare con le nuove tecnologie. Infatti, la realtà con cui l’avvocato deve confrontarsi è sempre più tecnologica e “robot-integrata”. Anche le istituzioni, come Banca d’Italia o Consob, utilizzano le nuove tecnologie per la loro attività di supervisione e non appartengono più a un futuro così lontano gli strumenti di “giustizia o polizia predittiva” a sostegno dei tribunali e degli organi di polizia. Il presente elaborato nel corso di questa sezione, si sofferma poi sullo stato dell’arte degli strumenti tecnologicamente avanzati e dell’intel­ligenza artificiale a disposizione del professionista per lo svolgimento del suo lavoro. Sono infatti numerosi i software che ad oggi possono solo coadiuvare, ma non sostituire l’avvocato. Sono almeno cinque le tipologie di servizi legali o aree soggette a innovazione analizzate nel corso della trattazione: il rilevamento (“discovery”), la reportistica (“brief generation”), la predisposizione di documenti (“document generation”), la ricerca giuridica (“legal search”) e la previsione dell’esito dei procedimenti giudiziari (“prediction of case outcomes”).

Nel paragrafo conclusivo, il testo si sofferma sui vantaggi e sulle criticità che l’utilizzo di queste nuove tecnologie può comportare, e tra esse la più rilevante, ovvero il fatto che i robot possano addirittura mettere in discussione il ruolo che la professione ha da sempre svolto. Se infatti, allo stato attuale della tecnica, il robot non può interamente sostituire l’avvocato, questo scenario futuro non è troppo remoto e impone una tempestiva riflessione sulla funzione che il professionista dovrà ricoprire.

PAROLE CHIAVE: intelligenza artificiale - smart working - robots - digitalizzazione - professione legale

The advent of artificial intelligence in the legal sector: from smart-working to robot lawyers

This paper deals with the advent of artificial intelligence in the legal sector. After a brief introduction on the key role that artificial intelligence has played during the past months of forced lock-down, caused by the Covid-19 pandemic, the text briefly analyzes the definition of "artificial intelligence", also outlining the numerous fields in which this technology has been implemented. It also considers the three development phases of artificial intelligence, characterized by a gradual and increasing autonomy machines from man and a shift of decisional power in favor of software. The same paragraph also analyzes the concept of “integrated legal knowledge”, meaning the possibility that every-day objects and systems integrate and function according to legal norms.

The text of the following paragraph deals with to the role of the lawyer in the digital age and with the necessary integration that the professional must create with new technologies. In fact, the reality that the lawyer has to deal with is increasingly technological and robot integrated. Institutions, such as the Bank of Italy or Consob, also integrate new technologies in the performance of their supervisory duties; similarly, so-called “predictive justice” or “predictive police” in support of the courts and law enforcement do not represent such a distant future. The paper, in the course of this section, then dwells on the state of the art of the advanced artificial intelligences tools available to lawyers. There are in fact numerous software that can, for the time being, only assist but not replace the lawyer. There are at least five types of legal services or areas subject to change: discovery, brief generation, document generation, legal search and prediction of case outcomes.

In the final paragraph, the text dwells on the advantages and hurdles that the use of these new technologies may entail, even questioning the role that the legal profession has historically played. If, in fact, robots cannot entirely replace lawyers this may change in the not so distant future and this shift calls for a timely discussion on the role that lawyers will have to play in future.

1. Introduzione

I passati mesi di forzato lock-down, causati dalla tristemente nota pandemia da Covid-19 [1], hanno costretto una parte dei professionisti a svolgere le proprie attività in smart-working, supportati da strumenti informatici. Questo è accaduto anche a chi ha svolto la professione di avvocato. Il forzato utilizzo delle nuove tecnologie ha accelerato il fenomeno, già in corso, di informatizzazione e di modernizzazione [2] di molti aspetti della professione, sottolineando al contempo un’esigenza di riforma – che oggi è divenuta urgenza – verso la digitalizzazione delle professioni intellettuali e in particolare della professione legale. L’avvocato infatti non può esimersi dall’affrontare le sfide che l’introduzione e la diffusione di nuove tecnologie comportano. Non si tratta solamente di un ripensamento degli strumenti utilizzati e dell’accesso a piattaforme e software quali quelli per le conference call on-line, che pur sono stati di cruciale importanza nel trascorso difficile periodo, ma di una più profonda e generale riflessione sulla professione dell’avvocato nell’era digitale [3].

Nei seguenti paragrafi si intende riflettere brevemente sul ruolo dell’avvo­cato di fronte a tali innovazioni, soffermandosi su opportunità, vantaggi, criticità e sfide poste dall’introduzione del cosiddetto “tecnodiritto” [4], ovvero le nuove tecnologie che fanno il loro ingresso nella professione legale.

2. L’intelligenza artificiale e le sue fasi di sviluppo

L’intelligenza artificiale (in inglese artificial intelligence o AI) è definita come quell’algoritmo incorporato in una struttura hardware che, grazie al­l’analisi di una grande quantità di dati, è in grado di portare a termine alcune tasks o compiti che presupporrebbero l’intelligenza umana se fossero realizzati da parte dell’uomo [5]. Similmente, le fonti europee [6] hanno definito l’intelli­genza artificiale come l’insieme dei “sistemi che mostrano un comportamento intelligente analizzando il proprio ambiente e compiendo azioni, con un certo grado di autonomia, per raggiungere specifici obiettivi”. All’intelligenza artificiale si affiancano i meccanismi di machine learning, i quali permettono ai robot di imparare dalle proprie esperienze e trovare soluzioni a problemi per loro inediti, ovvero non codificati precedentemente dal programmatore, tramite dati già acquisiti e analizzati [7].

L’intelligenza artificiale è dunque destinata a essere motore della quarta rivoluzione industriale anche in Italia [8] e, come è stato correttamente notato, la legge non è esente da questi cambiamenti epocali [9]. Già oggi, infatti, sono numerosi i casi in cui le macchine eseguono attività in modo di gran lunga migliore degli uomini [10] e le applicazioni delle nuove tecnologie all’industria, alla vita di tutti i giorni e al diritto sono numerose e varie: basti pensare all’IOT, cioè l’internet of things, cioè l’estensione di Internet al mondo degli oggetti e dei luoghi concreti, ovvero ancora, alla potenzialità diagnostiche delle AI [11]. Si consideri, inoltre, il fatto che esistono piattaforme in grado di gestire lo scambio di prodotti e servizi, algoritmi capaci di prendere decisioni commerciali, pianificare strategie commerciali e di marketing, anche relative all’allocazione del capitale, l’identificazione di nuovi potenziali concorrenti, i cambiamenti nelle preferenze dei clienti e di individuare nuovi prodotti in cui investire, elaborare informazio­ni finanziarie e industriali, anche tramite i social media, nonché i dati dei concorrenti. A questo si aggiunge che l’intelligenza artificiale può essere applicata, con riferimento al diritto societario e alla corporate governance, per gestire e prevedere rischi, incrementare la trasparenza degli assetti proprietari e dei cambiamenti nel controllo, migliorare i ..


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