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I beni immateriali tra pianificazione fiscale aggressiva e strumenti di contrasto

Matteo Letizia, MDT graduate student presso Università Bocconi.

Nell’attuale contesto economico le imprese multinazionali hanno incrementato l’uso degli intangibili nelle operazioni transfrontaliere, trasferendo questi ultimi in paesi a bassa fiscalità. L’impresa operando con gli intangibili rischia pertanto di porre in essere operazioni inquadrabili nel fenomeno della pianificazione fiscale aggressiva. Il contributo analizza dapprima l’insita funzionalità degli intangibili a realizzare operazioni di aggressive tax planning ed infine i due principali strumenti legislativi previsti a livello internazionale, europeo e nazionale che hanno l’effetto di arginare la fase patologica del fenomeno.

PAROLE CHIAVE: beni immateriali - pianificazione fiscale aggressiva - nuovi strumenti di contrasto - transfer pricing

Intangible assets between aggressive tax planning and measures to counter

In the current economic context, multinational companies have increased the use of intangibles in cross-border transactions, transferring these latter to low-tax countries. The enterprise, by operating with intangibles, therefore risks putting in place economic transactions that can be classified like aggressive tax planning. This essay first analyzes the inherent functionality of intangibles to carry out aggressive tax planning operations and then the two main international, european and national legislative instruments which can takle the pathological phase of the problem.

Keywords: aggressive tax planning – intangible assets – beneficial ownership – transfer pricing

1. Introduzione

Il passaggio dalla brick and mortar economy caratterizzata dalla presenza fisica dell’impresa nel territorio di uno Stato alla digital economy, caratterizzata invece dall’assenza territoriale dell’impresa, ha reso sempre più attuale l’esigenza di riformare l’attuale ordinamento fiscale nazionale ed internazionale [1] ed ha reso sempre più centrale l’utilizzo dei beni immateriali (intangible assets) nei modelli di business delle imprese.

L’utilizzo degli intangible assets comporta per l’impresa una serie di vantaggi che influiscono sul suo valore e la pongono in una posizione di vantaggio competitivo. Le imprese appartenenti a gruppi multinazionali costruiscono il loro business in modo sempre più incentrato sugli intangibles [2], i quali oramai hanno assunto un ruolo fondamentale nell’ambito dei processi di creazione del valore. In alcuni settori industriali l’asset immateriale ha un ruolo prevalente, quali, ad esempio, le industrie farmaceutiche e le c.d. web companies.

Gli intangible assets, inoltre, costituiscono per l’impresa un importante strumento di pianificazione fiscale. Data la loro mobilità gli intangibles possono essere trasferiti dalle multinazionali in giurisdizioni con regimi fiscali agevolati e imposizione fiscale bassa.

Scopo del saggio è quello di individuare i profili fiscali derivanti dall’utilizzo dei beni immateriali. Nell’ottica di contestualizzare la normativa all’interno del fenomeno internazionale della pianificazione fiscale aggressiva, verrà analizzata la disciplina fiscale delle royalties e si farà cenno al transfer pricing come istituto volto ad evitare l’erosione della base imponibile alla luce del Progetto BEPS.

1.1. Nozione di intangible asset ai fini contabili

È molto importante cercare di dare una definizione del termine intangible asset per contestualizzarlo nel diritto tributario. A tal proposito esistono definizioni non solo fiscali ma anche economiche e contabili.

Da un punto di vista prettamente economico per bene immateriale si intende: “something valuable that a company has that is not material [3]. Trattasi di una definizione molto ampia di bene immateriale che ricomprende ogni asset che non esiste in senso fisico ma che ha un valore per l’impresa.

Dal punto di vista contabile invece la nozione di intangible asset è certamente più dettagliata. Secondo lo IASC un intangible asset è una risorsa non monetaria priva di consistenza fisica che deve rispettare i seguenti requisiti: identificabilità, controllo sulla risorsa ed esistenza di benefici economici futuri [4].

Un’attività è identificabile se: può essere separata o divisa dalle altre e quindi venduta, trasferita, data in licenza o scambiata e deriva da diritti contrattuali o da altri diritti legali. Avere il controllo di un’attività significa poter usufruire dei benefici economici futuri derivanti dalla stessa e limitare l’ac­cesso a tali benefici da parte di terzi. I benefici economici futuri derivanti da un’attività immateriale possono includere i proventi originati dalla vendita di prodotti o servizi, i risparmi di costo o altri benefici economici derivanti dal­l’utilizzo dell’attività da parte dell’impresa [5].

Un’altra importante definizione a livello contabile è quella data dal­l’International Valuation Standard secondo cui: “an intangible asset is a non-monetary asset that manifests itself by its economic properties. It does not have a phsycal substance but grants rights and/or economic benefits to his owner [6].

In tema di risorse immateriali si pongono specifiche problematiche di valutazione, che derivano anche dalla natura di tali beni.

I principali metodi di valutazione internazionali sono: l’income approach secondo cui il valore di un bene immateriale è determinato sulla base dei benefici attesi (es. sulla base delle royalties che potrebbero essere percepite); il market approach secondo cui il valore viene comparato con quello di assets che presentano analoghe caratteristiche; il cost approach ..


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