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I meccanismi di governo societario sostanziale idonei ad affrontare il nuovo contesto socio economico

Giovanni Magra-Dario Scarpa

La necessità di individuare un insieme di raccomandazioni articolato e coordinato è stata sentita in modo particolare nell’ambito delle società quotate, ove la necessità di garantire sia la buona gestione sia la trasparenza dell’operatività sono parsi elementi indispensabili per assicurare i) da un lato l’interesse dell’azionariato diffuso e più in generale di tutti i portatori di interessi economici nell’azienda (i cd. stakeholders); ii) dall’altro, un adeguato presupposto dell’intervento del Regolatore nel mercato quotato, la Consob, finalizzato proprio a verificare correttezza e trasparenza dell’operato delle aziende ad azionariato diffuso.

PAROLE CHIAVE: governo societario - societÓ quotate

The substantive corporate governance mechanisms suitable for addressing the new socio-economic context

The need to identify an articulated and coordinated set of recommendations was particularly felt in the context of listed companies, where the need to ensure both good management and transparency of operations seemed indispensable elements to ensure i) on the one hand the interest of widespread shareholders and more generally of all the bearers of economic interests in the company (the so-called stakeholders); ii) on the other hand, an adequate prerequisite for the intervention of the Regulator in the listed market, Consob, aimed precisely at verifying the correctness and transparency of the work of companies with widespread shareholding.

Keywords: governance – economy – adequacy.

Introduzione

Le difficoltà dell’attuale congiuntura economico finanziaria aggravate dal­l’emergenza sanitaria e dalla trasformazione del sistema economico condizionano lo studio e la definizione di una struttura ideale di governo delle società in un’area che ormai da qualche tempo viene identificata come “corporate governance”.

A tale riguardo, si è ritenuto interessante affrontare alcuni principi fondanti l’attività dell’organo amministrativo – con particolare riguardo agli obblighi informativi e il principio di adeguatezza – alla luce delle disposizioni regolamentari che provengono soprattutto dai settori finanziari e che vanno a costituire le best practice ovvero i principi applicativi in cui si devono tradurre, nella gestione quotidiana, i precetti che il legislatore indica attraverso concetti generali, quali la creazione di valore per gli azionisti.

Talora i precetti derivanti dalle disposizioni regolatorie appaiono “sfumati” (in modo particolare, come si vedrà fra poco, nell’ambito delle Società emittenti); in altri casi (si pensi al settore bancario) il Regolatore, in fase di recepimento di direttive europee, ha previsto una disciplina più puntuale, con l’evidente obiettivo di integrare e meglio specificare la normativa civilistica.

Nella prima parte del presente contributo, verranno pertanto analizzate le principali novità che derivano da tale ambito – ed in primis dal Codice di Corporate Governance predisposto dalle società emittenti da Borsa Italiana - allo scopo di verificarne l’impatto sui sopracitati principi ed obblighi che ispirano l’attività del consiglio di amministrazione quale organo centrale del governo societario [1].

Si vuole accennare in premessa ad un tema di carattere generale. Le prassi applicative – si pensi ancora al settore bancario, ove il Regolatore nel corso degli ultimi anni ha affrontato il tema del governo societario con disposizioni sempre più pervasive – implicano il recepimento di direttive dell’Unione Europea all’interno delle quali i sistemi di corporate governance prevalenti non prevedono un controllo, per così dire, “esterno” affidato nel sistema tradizionale italiano al collegio sindacale.

Tale attività viene svolta nel sistema monistico di tradizione americana all’interno del consiglio di amministrazione ad opera degli amministratori indipendenti che partecipano a tutti gli effetti all’assunzione della delibera. Ovvero, nel sistema dualistico, dal consiglio di sorveglianza che ha al contempo funzione di supervisione strategica, di “alta amministrazione” e per l’appunto di controllo [2].

La considerazione ha conseguenze non secondarie – prima fra tutte, nella implementazione organica di un efficiente sistema di controlli interni - creando non poche difficoltà in fase applicativa.

In ogni caso, nella presente trattazione, vedremo che l’urgenza di individuare un efficiente insieme di raccomandazioni applicative è stata sentita in modo particolare nell’ambito delle società quotate, ove la necessità di garantire sia la buona gestione sia la trasparenza dell’operatività sono parsi elementi indispensabili per assicurare i) da un lato l’interesse dell’azionariato diffuso e più in generale di tutti i portatori di interessi rilevanti nell’azienda (i cd. stakeholders); ii) dall’altro, un adeguato presupposto dell’intervento del Regolatore nel mercato quotato, la Consob, finalizzato proprio a verificare correttezza e trasparenza dell’operato delle aziende ad azionariato diffuso [3].

In questo contesto, nel 1999 è stata predisposta dal gruppo di lavoro sulla corporate governance di Borsa Italiana la prima edizione del Codice di Autodisciplina [4]. Il documento, che ha subito diversi aggiornamenti nel corso del tempo, è stato profondamente rinnovato - fin dal titolo che ora diventa Codice di Corporate Governance (CCG) – ed è entrato in vigore nella sua ultima versione il primo gennaio del 2021.

L’adesione volontaria al Codice di Borsa Italiana comporta un esempio di introduzione del meccanismo del cd. comply or explain – cui fa esplicito riferimento la direttiva 2013/34/UE [5] – in base al quale le Società che aderiscono ai principi esplicitati ..


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