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Dovere di diligenza e responsabilità delle imprese: una risoluzione del Parlamento europeo

Maria Di Sarli, Ricercatore di Diritto commerciale presso l’Università di Torino

Lo scritto dà notizia della Risoluzione del Parlamento europeo adottata il 10 marzo 2021 in materia di dovere di diligenza e responsabilità delle imprese.

Corporate due diligence and corporate accountability: a European Parliament Resolution

The paper reports on the European Parliament Resolution adopted on 10th March 2021 with regard to corporate due diligence and accountability.

Keywords: corporate due diligence – corporate accountability.

  1. La risoluzione del parlamento europeo sulla responsabilità sociale dell’impresa

Il 10 marzo 2021 il Parlamento europeo ha approvato un’ambiziosa risoluzione recante una raccomandazione indirizzata alla Commissione affinché ven­ga adottata una proposta di direttiva che introduca a carico delle imprese l’ob­bligo di dovuta diligenza lungo la catena del valore [1].

In breve, il Parlamento spinge affinché siano previsti per le imprese obblighi strumentali all’individuazione, alla valutazione e alla prevenzione degli effetti negativi – potenziali o effettivi – derivanti dalle loro attività e dalle loro catene di valore (in cui sono ricomprese tutte le operazioni, le relazioni commerciali, dirette o indirette, e le catene di investimento, in considerazione del fatto che molte violazioni sono commesse nelle fasi di delocalizzazione di parti della produzione, o nel momento dell’approvvigionamento delle materie pri­me) che potrebbero violare i diritti umani (ivi compresi i diritti sociali, sindacali e del lavoro), danneggiare l’ambiente (per esempio, contribuendo al cambiamento climatico o alla deforestazione) e inficiare la buona governance (me­diante corruzione e tangenti).

La risoluzione consta di numerosi “consideranda” che complessivamente si polarizzano su due profili: da un lato, infatti, il Parlamento europeo illustra le ricadute positive che reputa possano derivare dall’introduzione dell’obbligo di dovuta diligenza a carico delle imprese; dall’altro, evidenzia i motivi per i quali si valuta necessaria una disciplina armonizzata in materia.

Per quanto riguarda il primo profilo, si ritiene che le imprese, nel lungo periodo, possano trarre vantaggio da una migliore condotta aziendale incentrata sulla prevenzione anziché sulla ripartizione dei danni (punto E). Inoltre, si sottolinea che pratiche imprenditoriali responsabili consentono una migliore gestione dei rischi, un costo minore del capitale, risultati complessivi migliori e una maggiore competitività (punto 1). Ancora più in generale, il Parlamento europeo afferma la convinzione che “il dovere di diligenza accresca la certezza e la trasparenza per quanto riguarda le pratiche di approvvigionamento delle imprese che si approvvigionano da paesi al di fuori dell’Unione europea e contribuirà a tutelare gli interessi dei consumatori garantendo la qualità e l’af­fidabilità dei prodotti e dovrebbe portare a pratiche di acquisto più responsabili e a relazioni di fornitura a lungo termine tra le imprese” (punto 1).

Quanto al secondo profilo, il Parlamento europeo osserva come l’Unione abbia già adottato legislazioni settoriali in materia di dovuta diligenza (si tratta in particolare: del Regolamento sul legno e del Regolamento sui minerali originari e di conflitto; del Regolamento nel settore forestale e del Regolamento contro la tortura) e che altre invece sono in cantiere (per esempio per il settore dell’abbigliamento) (punti Z e AAA). Inoltre, riferisce che alcuni Stati membri (Francia e Paesi Bassi) risultano avere già adottato volontariamente norme volte a rafforzare la responsabilità delle imprese, mentre altre stanno valutando di farlo (Germania, Austria, Svezia, Finlandia, Danimarca e Lussemburgo) (punto Y). Alla luce di questo quadro, ritiene che la mancanza di un approccio comune e allineato possa dare luogo a incertezze del diritto oltre che a squilibri nella concorrenza leale, con un conseguente impatto negativo sulla libertà di stabilimento (punto Y). Per ovviare a questi problemi, a giudizio del Parlamento europeo, le norme volontarie non sono pienamente efficaci: esso rileva infatti come tale approccio, nella misura in cui è già stato seguito, non ha portato a progressi significativi nella prevenzione dei danni ambientali, nella tutela dei diritti umani e nell’accesso alla giustizia (punto 1).

Tanto considerato, il Parlamento, in allegato alla risoluzione, ha presentato alla Commissione anche il testo di una proposta di direttiva volta a introdurre una disciplina completa e uniforme in materia di dovuta diligenza e responsabilità delle imprese, capace di porsi in complementarietà con la direttiva 2014/95/EU che invece, come noto, prevede l’obbligo di comunicazione da parte delle di informazioni non finanziarie circa il loro impatto ambientale e sociale (peraltro, con riferimento a tale direttiva, lo scorso 21 aprile, è stata approvata una proposta di modifica, attualmente in fase di consultazione v. Proposta di direttiva che modifica le direttive 2013/34/UE, 2004/109/CE, 2006/43/CE e il regolamento (UE) n. 537/2014, per quanto riguarda la ..


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