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Il rinnovamento delle norme fiscali internazionali: Pillar One e Pillar Two

Alfredo Orlandi, Avvocato in Milano

Raffaele Iervolino, Dottore commercialista e Revisore legale in Milano.

Susanna Trino, Avvocato in Milano

Gli autori esaminano le misure oggetto dei blueprint relativi al Pillar One e al Pillar Two, analizzando nello specifico le applicazioni future e le questioni rimaste ancora aperte. Si esaminano, inoltre, i temi trattati durante i public consultation meetings e gli impatti più rilevanti che tali misure genererebbero sul mercato.

The renewal of international tax rules: Pillar One and Pillar Two

The renewal of international tax rules: Pillar One and Pillar Two under the Inclusive Framework on BEPS – The authors analyze the measures reported in the blueprints for Pillar One and Pillar Two, specifically analyzing the future applications and the remaining open issues. In addition, the authors examine the topics discussed during the public consultation meetings and the most relevant economic impacts that such measures are expected to have.

Keywords: international taxationPillar OnePillar TwoBEPSInclusive Framework.

1. Panorama globale e Inclusive Framework on BEPS

L’integrazione dei diversi mercati nazionali e l’innovazione introdotta dalla digitalizzazione dell’economia sta mettendo a dura prova il sistema fiscale internazionale. La debolezza delle attuali norme fiscali può generare fenomeni di spostamento di utile e di erosione della base imponibile. Tali circostanze hanno portato alla necessità di aggiornare il panorama fiscale internazionale, così da garantire che i profitti siano tassati nel luogo in cui sono svolte le attività economiche significative e, in cui, effettivamente, viene generato del valore.

Il primo sostanziale rinnovamento delle norme fiscali internazionali è rappresentato dal piano di azione BEPS che ha identificato 15 azioni fondate su tre pilastri: (i) coerenza nelle norme nazionali che riguardano le attività transfrontaliere, (ii) rafforzamento dei requisiti di sostanza negli standard internazionali esistenti e (iii) miglioramento della trasparenza e della certezza.

In tale panorama internazionale, l’OCSE ha istituito l’Inclusive Framework on BEPS [1], (di seguito anche Inclusive Framework), che raggruppa attualmente più di 135 Paesi, i quali collaborano alla realizzazione di 15 azioni volte al contrasto dell’elusione fiscale, al miglioramento della coerenza delle norme fiscali internazionali e a garantire un sistema fiscale più trasparente.

Il 12 ottobre 2020, l’Inclusive Framework ha presentato un aggiornamento sullo stato dei lavori volti al raggiungimento di una soluzione multinazionale e consensuale alle sfide fiscali derivanti dalla digitalizzazione dell’economia. In tale ambito, i partecipanti all’Inclusive Framework hanno approvato per consultazione pubblica i blueprint relativi al Pillar One e al Pillar Two.

In estrema sintesi, il Pillar One propone nuove regole specifiche per i gruppi che operano nella così detta “digital economy” su dove debbano essere versate le imposte attraverso un principio di “nexus” e si focalizza su un nuovo criterio di ripartizione del potere impositivo tra i Paesi. In altre parole, se gli Stati membri dovessero accettare di attuare la riforma proposta dall’OCSE nell’ambito del Pillar One le relative regole di nexus dovrebbero contenere un ragionevole legame con il territorio dell’Unione Europea. L’obiettivo di queste misure è quello di garantire che le imprese multinazionali a carattere digitale versino le imposte laddove conducano un’attività economica significativa anche quando non dispongono di una presenza fisica nella specifica giurisdizione, come attualmente richiesto dalle norme fiscali vigenti. Il Pillar Two analizza, invece, il sistema di un’imposta minima globale.

Il 14 e 15 gennaio 2021 l’OCSE ha ospitato una consultazione pubblica virtuale durante la quale sono intervenuti enti istituzionali, rappresentanti di imprese, organizzazioni non governative, università ed altre parti interessate. Quest’ultima si è focalizzata sui punti chiave contenuti nei documenti e sui commenti ricevuti dalle parti intervenute nel processo di consultazione. In particolare, è emerso che circa il 59% dei commenti relativi al Pillar One fosse legato ad imprese, il 4% alla collettività, il 7% proveniva dal mondo accademico ed universitario, il 17% dalla consulenza ed il 13% da altre parti interessate. Da tale consultazione è emerso che i commenti ricevuti hanno identificato sia delle criticità legate al Pillar One, sia delle proposte di possibili soluzioni. Inoltre, sembra esserci una condivisa convergenza di opinioni sugli aspetti tecnici che riguardano il cosiddetto Amount A (per maggiori dettagli si veda il paragrafo 2). Con riferimento al Pillar Two è emerso, invece, che circa il 27% dei commenti proveniva da associazioni di categoria, il 18% dal mondo della consulenza, il 9% dalla collettività, il 5% dalle realtà accademiche ed universitarie, il 9% da società operanti nell’ambito finanziario, il 9% da società specializzate nell’ambito digital ed information technology, il 6% da imprese assicurative, il 3% dal settore estrattivo, l’1% dalle imprese di navigazione ed, infine, il 13% da settori industriali di diverso tipo. A tal proposito, anche in relazione al Pillar Two i commenti ricevuti hanno identificato delle criticità, ma anche delle proposte di possibili soluzioni [2]. In particolare, sono pervenuti pochi commenti relativi alle regole contenute nel capitolo 8 del blueprint e, nel merito, i pochi commentatori hanno espresso preoccupazione per la complessità che queste regole introdurrebbero per le joint ..


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