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Il nuovo art. 2475 c.c.: prime riflessioni

Oreste Cagnasso

Lo scritto illustra le modificazioni all’art. 2475 c.c. introdotte dal Codice della Crisi relative, da un lato, alla gestione dell’impresa, dall’altro, alla delega di potere gestorio.

PAROLE CHIAVE: societÓ - s.r.l. - gestione - delega

The New Article 2475 of the Civil Code: First Reflections

The paper illustrates the modifications of the article 2475 of the civil code introduced by the “Code of the Crisis”, related, on the one hand, to the management of the enterprise, and on the other hand, to the management mandate.

KEYWORDS: company – s.r.l. – management – mandate.

1. Premessa

Il Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza si apre con un capo dedicato ai principi generali con la previsione degli obblighi dei soggetti che partecipano alla regolazione della crisi o dell’insolvenza. L’art. 3 prevede i doveri del debitore distinguendo tra imprenditore individuale e imprenditore collettivo: il primo deve adottare misure idonee a rilevare tempestivamente lo stato di crisi e assumere senza indugio le iniziative necessarie a farvi fronte: il secondo deve predisporre un assetto organizzativo adeguato in particolare ai fini della tempestiva rilevazione dello stato di crisi e dell’assunzione di idonee iniziative.

Al di là delle differenze terminologiche non pare vi sia una sostanziale contrapposizione tra misure idonee e assetti adeguati: si tratta, in ogni caso, di procedure organizzative dirette a rilevare lo stato di crisi e ad assumere le opportune iniziative.

Il comma 2 dell’art. 3, nel prevedere l’obbligo per l’imprenditore collettivo di adottare un assetto organizzativo adeguato, richiama espressamente l’art. 2086 c.c. nella sua nuova formulazione introdotta dal CCII. Que­st’ultimo aggiunge un secondo comma a tale norma. L’art. 376, inserito nella parte seconda del Codice dedicata alle modifiche al codice civile, innova la rubrica dell’art. 2086 c.c. introducendo la formula “gestione dell’impresa”. Come si è osservato, viene introdotto un secondo comma nell’art. 2086 c.c. del seguente tenore:

“l’imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale”.

La norma, come si può constatare, trova applicazione con riferimento al­l’imprenditore che operi in forma societaria o collettiva e quindi con riferimento a tutte le società.

Le regole previste si possono collocare su tre piani distinti. Un primo fondamentale profilo concerne il dovere dell’imprenditore, societario o collettivo, di istituire assetti adeguati. Si tratta dell’estensione di una regola introdotta e­spressamente dalla riforma societaria solo per la società per azioni e che gli interpreti tendevano ad estendere anche alla s.r.l. Oggi vale per le s.p.a., per le s.r.l., per le società di persone, per le cooperative, per gli imprenditori in forma collettiva non societaria.

Come specificazione della regola di base ora illustrata, l’art. 2086, comma 2, c.c. dispone che gli assetti adeguati debbano, tra l’altro, essere diretti alla rilevazione tempestiva della crisi e della perdita della continuità aziendale.

Infine, il legislatore prevede l’ulteriore obbligo di attivazione senza indugio, in caso di crisi e di perdita della continuità aziendale, degli strumenti diretti al superamento della crisi e al recupero della continuità aziendale.

Sul tema degli assetti organizzativi il Codice ritorna con l’art. 377. Tale norma prevede, ripetendola quattro volte, la seguente formula:

“la gestione dell’impresa si svolge nel rispetto della disposizione di cui all’art. 2086, secondo comma e spetta esclusivamente agli amministratori, i quali compiono le operazioni necessarie per l’attuazione dell’oggetto sociale”.

Come risulta dal testo ora richiamato, il legislatore riprende la previsione dell’obbligo di creazione degli assetti adeguati e enuncia il principio per cui la gestione dell’impresa spetta esclusivamente agli amministratori. Tale regola, come si diceva, è ripetuta quattro volte e precisamente con riferimento agli amministratori di società di persone, di società per azioni nel sistema tradizionale, di società per azioni nel sistema dualistico e di s.r.l.

2. L’attribuzione in via esclusiva agli amministratori della gestione dell’impresa

L’attribuzione in via esclusiva agli amministratori di s.p.a. della gestione dell’impresa riproduce il testo dell’art. 2380-bis c.c. previsto in tema di s.p.a. Come è noto, la governance di quest’ultima è caratterizzata da una rigida e inderogabile ripartizione delle competenze tra l’assemblea e gli amministratori: alla prima spettano i compiti di nomina, controllo in senso lato e ..


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