newsletter

home / Archivio / Fascicolo / Crisi d´impresa e ..


Crisi d´impresa e risanamento aziendale: prime riflessioni

Paolo Montalenti, Ordinario f.r. di Diritto commerciale presso l’Università di Torino

L’a. analizza la disciplina della composizione negoziata della crisi d’impresa introdotta con la l. 21 ottobre 2021, n. 147. Il nuovo istituto si colloca nel quadro della rinviata entrata in vigore del Codice della crisi. Presupposto sistematico è costituito dall’art. 2086 del codice civile che impone l’istituzione di assetti organizzativi adeguati anche in funzione di prevenzione della crisi, riconducibile – secondo l’a. – ai principi di corretta amministrazione e non al safe harbour della business judgment rule. La procedura, intessuta di numerose clausole generali, si estrinseca nella trattativa negoziale condotta da un esperto indipendente, nominato da una commissione tra un elenco di esperti predisposto dalle Camere di Commercio. La procedura può essere attivata soltanto dall’imprenditore in caso di probabilità di crisi o di insolvenza, con istanza completa di dati economico-finanziari e di un piano di risanamento. La trattativa può concludersi con diverse soluzioni per il risanamento dell’impresa oppure con il concordato di liquidazione semplificato.

L’a., delineati i tratti essenziali della nuova procedura, focalizza i principali problemi interpretativi generali che la nuova disciplina solleva.

Conclude con l’interrogativo – a cui risponderà la prassi – se la composizione negoziata della crisi possa divenire – come auspicato – la procedura concorsuale “elettiva” oppure tradursi riduttivamente, qualora sia attuata soltanto in caso d’insol­venza conclamata, in forma di liquidazione concordataria semplificata del patrimonio aziendale.

Business crisis and corporate recovery: preliminary remarks

The author analyzes the regulatory framework governing the negotiated settlement of the business crisis introduced with the Law October 21, 2021, no. 147. The new instrument is introduced in the context of the postponed entry into force of the Crisis Code. A systematic assumption is constituted by Article 2086 of the Civil Code which requires the establishment of adequate organizational structures also in terms of crisis prevention, attributable, according to the author, to the principles of correct administration and not to the safe harbour of the business judgment rule. The procedure, affected by numerous general clauses, is expressed in the negotiation conducted by an independent expert, appointed by a commission from a list of experts prepared by the Chambers of Commerce. The procedure can only be initiated by the entrepreneur in the event of a probability of crisis or of complete insolvency and through a notice made by economic and financial data and a recovery plan. The negotiation can be concluded with different solutions for the restructuring of the company or with the simplified settlement agreement.

The author, having outlined the key features of the new procedure, focuses on the main general interpretative problems that the new discipline raises.

He concludes with the question, whose answer is going to be found in practice, whether the negotiated settlement of the crisis can become – as desired – the "elective" insolvency procedure or be reduced, if it is implemented only in the event of overt insolvency, in a simplified form of composition with creditors through liquidation of the corporate assets.

Keywords: negotiated composition of the business crisis – organizational structures – experts – equity or economic-financial imbalance – probability of the crisis – reasonable prosecution of the company’s recovery – negotiation – simplified liquidation agreement.

1. Una riforma “stop and go”. Recenti sviluppi: la composizione negoziata per la soluzione della crisi d’impresa

La riforma della disciplina della crisi d’impresa e dell’insolvenza è – come ormai sperimentato da tempo – un percorso a geometria variabile.

Lo “stop and go” del Codice della crisi è a tutti noto e non mi è consentito ripercorrere qui un dibattito di amplissime dimensioni se non per focalizzare alcuni punti di riferimento a mio parere rilevanti per tracciare un quadro critico-problematico del nuovo istituto introdotto con la l. 21 ottobre 2021, n. 147: la composizione negoziata della crisi.

2. Crisi d’impresa: i problemi storici delle imprese italiane

Da tempo ho sostenuto – e la tesi è da molti condivisa – che nel sistema economico italiano, in particolare per le PMI e le imprese medio grandi, una carenza atavica può individuarsi in due debolezze croniche e diffuse.

In primo luogo la difficoltà dell’imprenditore a corroborare lo spirito innovativo schumpeteriano con una visione prospettica solidamente costruita su parametri tecnico-aziendalistici, nonostante precisi doveri normativizzati [si veda, ex multis, l’obbligo di inserire nella relazione sulla gestione i dati relativi alla «evoluzione prevedibile della gestione» (art. 2428, terzo comma, n. 6, c.c.)].

In secondo luogo la diffusa e purtroppo ricorrente – come la prassi ci dimostra – incapacità di intercettare tempestivamente i segnali di crisi: l’early warning, come scrissi esattamente dieci anni or sono, è il punto debole dell’intero sistema delle procedure concorsuali.

3. Gli assetti organizzativi adeguati: un presupposto indispensabile

Il legislatore – sul punto – a partire dal progetto Rordorf è intervenuto con il Codice della crisi con la norma trasfusa nel nuovo testo dell’art. 2086 del codice civile che ha gettato un ponte sistematico tra il diritto dell’impresa, il diritto societario e il diritto della crisi.

Il secondo comma dell’art. 2086 impone all’imprenditore societario o collettivo (ma in realtà anche all’imprenditore individuale se pure in forma più sintetica) il dovere di istituire una struttura organizzativa, amministrativa e contabile (i) in primis adeguata ed inoltre (ii) idonea alla rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale, al fine di (iii) adottare senza indugio uno strumento appropriato per la soluzione della crisi.

4. Assetti organizzativi e principi di corretta amministrazione

Queste nuove disposizioni hanno – a mio parere (e mi permetto di rinviare a diversi scritti che ho dedicato al tema) – un ruolo sistematico di vertice nella disciplina dell’impresa e della crisi, a volte sottovalutati da alcuni autori.

Mi riferisco a chi ha sostenuto – (si veda ad esempio un recente e interessante volume di Eugenio Barcellona) – che gli assetti organizzativi sarebbero affidati alla libertà insindacabile dell’imprenditore come faro dell’autonomia privata perché protetti nel safe-harbour della business judgment rule.

Ritengo al contrario (e si veda il nesso sistematico con l’art. 2403 c.c.) che gli assetti organizzativi siano retti dai principi di corretta amministrazione (rinvio all’art. 2381, terzo comma, c.c.) anche se da interpretarsi con flessibilità antitetica a rigide schematizzazioni – che si articolano, come molte clausole generali, in principi, regole, sistemi tratti dalle scienze aziendalistiche e dalla best practice.

5. L’organo di controllo. Una contraddizione: proroga della nomina nelle società a responsabilità limitata e nelle società cooperative

La nuova legge si apre con una singolare contraddizione.

Da un lato l’art. 15 disciplina la segnalazione dell’organo di controllo che ha il dovere di segnalare, per iscritto, all’organo amministrativo la sussistenza dei presupposti per presentare l’istanza di nomina dell’esperto, fermo il dovere di vigilanza ex art. 2403 c.c. L’organo di controllo ha dunque un ruolo centrale nell’attuazione della procedura di composizione negoziata per la soluzione della crisi d’impresa, proprio nell’ottica di prevenzione e nella prospettiva di risanamento.

Per converso l’art. 1 bis proroga il termine per la nomina degli organi di controllo nelle società a responsabilità limitata e ..


» Leggi l'intero articolo.