argomento: Novita' normative e proposte di legge - India
Keywords: Model law UNCITRAL - Insolvency and Bankruptcy Code
Il 6 aprile 2026 il Presidente dell’India ha dato l’assenso all’Insolvency and Bankruptcy Code (Amendment) Act, 2026[1], che entrerà in vigore alla data, o alle diverse date, che saranno indicate dal Governo centrale nella Gazzetta ufficiale. L’intervento arriva a quasi dieci anni dall’Insolvency and Bankruptcy Code, 2016 (“IBC”). L’Amendment Act è stato introdotto per risolvere alcune difficoltà pratiche che stanno causando ritardi nella fase di ammissione, incertezza sugli esiti della distribuzione, aumento del contenzioso e problemi nell’attuazione dei resolution plans approvati.
La prima modifica riguarda l’ammissione delle domanda di avvio del corporate insolvency resolution process (‘CIRP’) presentate dai creditori finanziari ai sensi della sezione 7 dell’IBC. Il National Company Law Tribunal (“NCLT”) deve ammettere la domanda entro quattordici giorni dal suo ricevimento quando risultano l’esistenza del debito, l’inadempimento, la completezza della domanda e l’assenza di procedimenti disciplinari a carico del professionista della procedura proposto. Il registro dell’inadempimento presso una information utility assume valore sufficiente per accertare l’inadempimento[2]. La modifica normativa consente di superare interpretazione della sezione 7(5)(a) dell’IBC accolta dalla Supreme Court nel caso Vidarbha Industries Power Ltd. v. Axis Bank Ltd.. In tale pronuncia, la Corte aveva ritenuto che, nei casi di debito finanziario, il NCLT conservasse un margine di discrezionalità anche una volta accertati il debito, l’inadempimento e la completezza della domanda, potendo, se le circostanze lo giustificano, sospendere l’ammissione o persino rigettare la domanda[3].
La riforma interviene anche sulle domande di apertura della procedura formulate da altri creditori. Per le domande dei creditori operativi ai sensi della sezione 9, il NCLT dovrà indicare per iscritto le ragioni dell’eventuale ritardo qualora non provveda entro quattordici giorni. Lo stesso obbligo viene previsto per le domande presentate dal debitore societario ai sensi della sezione 10. In tale ipotesi, inoltre, il NCLT dovrà rivolgersi all’Insolvency and Bankruptcy Board of India (“IBBI”) affinché raccomandi il nominativo del professionista chiamato ad agire come professionista provvisorio della procedura. La modifica rende dunque più rigido il controllo sui tempi dell’ammissione, non solo per le domande di apertura dei creditori finanziari, ma anche per le domande dei creditori operativi e del debitore stesso[4].
La nuova sezione 12A prevede che il ritiro di una domanda di apertura ammessa ai sensi delle sezioni 7, 9 o 10 possa essere autorizzato solo su istanza del professionista della procedura, con l’approvazione del 90% dei diritti di voto del Comitato dei creditori. La norma individua anche due limiti temporali: il ritiro non è ammesso prima della costituzione del Comitato dei creditori e non è più ammesso dopo il primo invito alla presentazione dei piani di risoluzione. La scelta restringe lo spazio per accordi bilaterali tardivi o strumentali, fra debitore e creditori, ma consente una finestra negoziale dopo la costituzione dell’organo rappresentativo dei creditori e prima dell’avvio competitivo della fase di piano[5].
Un altro intervento rilevante riguarda il trattamento dei crediti pubblici assistiti da garanzia prevista dalla legge. La riforma inserisce un chiarimento nella definizione di “diritto di garanzia” (security interest) contenuta nella sezione 3(31) dell’IBC, precisando che esso sussiste solo quando un diritto, titolo, interesse o pretesa su un bene nasce da un atto delle parti, sotto forma di accordo o intesa. Restano quindi esclusi i diritti sorti automaticamente per effetto della legge. La conseguenza è che i crediti fiscali e, più in generale, i crediti del Governo centrale o degli Stati federati non vengono più trattati, solo per l’esistenza di una garanzia legale (security interest created merely by operation of law), allo stesso livello dei crediti dei creditori finanziari garantiti. Essi rientrano invece, ai fini dell’ordine di distribuzione, tra i crediti operativi o tra i crediti pubblici previsti dalla sezione 53 dell’IBC[6]. La modifica è diretta a superare l’impostazione seguita dalla Supreme Court in State Tax Officer v. Rainbow Papers Ltd., nella quale la Corte aveva ritenuto che la garanzia legale prevista dalla sezione 48 del Gujarat Value Added Tax Act facesse rientrare lo Stato nella categoria dei creditori garantiti ai sensi dell’IBC[7].
Quanto ai piani di risoluzione (resolution plan)[8], la riforma amplia il contenuto possibile del piano. La nozione di piano viene infatti estesa alla vendita di uno o più beni del debitore societario, anche attraverso uno o più piani presentati da uno o più soggetti proponenti. La modifica consente quindi di utilizzare il resolution plan anche per la vendita selettiva di uno o più beni del debitore societario, attraverso uno o più piani presentati da uno o più resolution applicants, superando una lettura rigidamente legata alla prosecuzione unitaria dell’impresa[9].
La legge interviene anche sul pagamento minimo spettante ai creditori finanziari che non votano a favore del resolution plan. Il piano dovrà prevedere per tali creditori un pagamento non inferiore al minore tra: l’importo spettante in caso di liquidazione del debitore societario secondo la sezione 53 dell’IBC; e l’importo che essi avrebbero ricevuto se le somme previste dal piano fossero state distribuite secondo l’ordine legale dei privilegi della stessa sezione 53. La norma mira a ridurre l’incentivo al dissenso strategico, soprattutto quando il creditore dissenziente dispone di una garanzia particolarmente importante, ma mantiene comunque una soglia minima di tutela[10]. La modifica si colloca sullo sfondo di due precedenti della Supreme Court: India Resurgence ARC Pvt. Ltd. v. Amit Metaliks Ltd., che aveva attribuito rilievo centrale alla valutazione commerciale del Comitato dei creditori[11], e DBS Bank Ltd. Singapore v. Ruchi Soya Industries Ltd., che aveva invece rafforzato la tutela del creditore finanziario dissenziente garantito[12].
Un ulteriore intervento riguarda l’approvazione del piano. Con l’approvazione del Comitato dei creditori, pari almeno al 66% dei diritti di voto, il NCLT potrà approvare prima l’attuazione del piano e poi, entro trenta giorni, le modalità di distribuzione. La separazione tra attuazione e distribuzione è volta a evitare che le contestazioni sulla ripartizione del valore paralizzino l’esecuzione dell’operazione. Prima del rigetto, il NCLT potrà inoltre avvisare il Comitato dei creditori affinché corregga eventuali difetti del piano. In ogni caso, il provvedimento di approvazione o rigetto dovrà essere emesso entro trenta giorni dalla ricezione del piano; in caso di ritardo, il giudice dovrà indicarne le ragioni per iscritto[13].
La riforma introduce inoltre una tutela espressa della continuità dei titoli amministrativi necessari all’attuazione del resolution plan. Dopo l’approvazione del piano, licenze, permessi, registrazioni, quote, concessioni, clearances o diritti analoghi rilasciati dal Governo centrale, dagli Stati federati, da autorità locali, regolatori settoriali o altre autorità pubbliche, e collegati al piano, non possono essere sospesi o revocati durante il periodo residuo di validità. Tale protezione però, opera solo se il debitore societario, o il soggetto il cui piano è stato approvato, adempie agli obblighi relativi al periodo residuo di tali titoli. La ratio è evitare che l’impresa risanata perda gli strumenti amministrativi necessari per continuare l’attività, con conseguente distruzione del valore preservato dal piano.. La previsione consolida, sul piano legislativo, l’esigenza di preservare il valore dell’impresa come complesso funzionante, già emersa nella giurisprudenza della Supreme Court in Gujarat Urja Vikas Nigam Ltd. v. Amit Gupta[14].
La stessa disposizione recepisce anche il principio di liberazione dalle passività pregresse. Salvo diversa previsione del piano, tutte le pretese anteriori alla sua approvazione contro il debitore societario e i suoi beni si estinguono, e nessun procedimento fondato su tali pretese potrà essere iniziato o proseguito. Restano invece salve le pretese contro promotori, garanti, soggetti che hanno gestito o controllato il debitore e altri responsabili diversi dal debitore societario[15]. La norma consolida l’indirizzo affermato dalla Supreme Court in Ghanashyam Mishra and Sons Pvt. Ltd. v. Edelweiss Asset Reconstruction Co. Ltd., secondo cui, dopo l’approvazione del piano, il nuovo soggetto che subentra nella gestione dell’impresa deve poter operare senza essere esposto a pretese anteriori non recepite nel piano[16].
La legge modifica anche il regime delle azioni revocabili. Le transazioni preferenziali, sottovalutate, fraudolente e di credito estorsivo vengono ricondotte alla categoria unitaria delle “avoidance transactions”, che può essere tradotta come operazioni soggette a revoca o inefficacia concorsuale. Il periodo viene calcolato dalla data di deposito della domanda, e non più dalla data di ammissione. La modifica evita che il tempo trascorso tra deposito e ammissione riduca l’effettiva portata del controllo sugli atti pregiudizievoli. Inoltre, se il professionista della procedura o il liquidatore non agiscono, anche i creditori, i membri o i soci del debitore societario possono rivolgersi al NCLT[17].
Nel procedimento ordinario di risoluzione dell’insolvenza societaria (“CIRP”), il ruolo del professionista della procedura viene precisato. Egli deve ricevere, raccogliere e verificare i crediti e, se necessario, determinarne il valore, senza assumere una funzione propriamente decisoria sulle pretese creditorie. La Supreme Court aveva già chiarito, nel caso Committee of Creditors of Essar Steel India Ltd. v. Satish Kumar Gupta, che il professionista della procedura non decide definitivamente i crediti, ma li verifica ai fini della procedura[18].
La riforma rafforza anche gli obblighi di collaborazione. Devono prestare assistenza non solo le persone appartenenti al personale del debitore societario, ma anche i soggetti collegati al promotore, alla gestione del debitore o legati al debitore da un contratto di servizi. La norma mira a evitare che la ricostruzione della situazione patrimoniale e operativa venga ostacolata da strutture societarie, gestionali o contrattuali frammentate[19].
Una novità rilevante riguarda i beni dei garanti. Se un creditore ha preso possesso di un bene del garante personale o societario del debitore mediante escussione della propria garanzia, tale bene potrà essere trasferito come parte della risoluzione dell’insolvenza del debitore societario, previa approvazione del Comitato dei creditori. Se il garante societario è a sua volta sottoposto a CIRP o liquidazione, sarà necessaria anche l’approvazione del suo Comitato dei creditori con almeno il 66% dei diritti di voto, e il ricavato confluirà nella procedura del garante. Per il garante personale sottoposto a procedura di insolvenza o fallimento, il trasferimento richiede l’approvazione dei creditori rappresentativi di più dei tre quarti del valore[20].
Prima dell’ordine di liquidazione, il NCLT potrà inoltre ripristinare la CIRP una sola volta. Ciò potrà avvenire, su domanda del Comitato dei creditori approvata con almeno il 66% dei diritti di voto, quando non sia stato ricevuto alcun piano o quando il piano sia stato rigettato. Nel primo caso, la procedura potrà essere ripristinata per una durata massima di 120 giorni. Nel secondo, potrà essere riportata alla fase dell’invito alla presentazione dei piani, sempre entro il limite massimo di 120 giorni. Se, dopo il ripristino, non viene approvato alcun piano, il NCLT dovrà ordinare la liquidazione[21].
Anche la liquidazione viene riorganizzata attorno a un maggiore ruolo dei creditori. Il Comitato dei creditori costituito nella CIRP continuerà a supervisionare la liquidazione; potranno inoltre partecipare alle riunioni altre categorie di creditori indicate dall’IBBI, senza diritto di voto. Il professionista della procedura non potrà essere nominato liquidatore. Dopo l’ordine di liquidazione, il NCLT dovrà chiedere all’IBBI di raccomandare un professionista diverso, e il Comitato dei creditori potrà sostituire il liquidatore con voto pari almeno al 66% dei diritti di voto[22].
Il liquidatore non sarà più tenuto a invitare e verificare i crediti secondo il precedente schema delle sezioni da 38 a 42, che vengono eliminate. Il suo compito consisterà nel mantenere un elenco aggiornato dei crediti. La modifica evita la duplicazione di attività già svolte nella fase di risoluzione e concentra la liquidazione sulla realizzazione e distribuzione dell’attivo. La liquidazione dovrà concludersi entro 180 giorni dalla data di avvio, con possibile proroga non superiore a 90 giorni, anche l’ordine di scioglimento finale dovrà essere emesso entro trenta giorni, con obbligo di motivazione scritta in caso di ritardo[23].
La posizione dei creditori garantiti viene ridefinita anche nella fase liquidatoria. Il creditore che intenda realizzare la garanzia fuori dalla massa liquidatoria deve informare il liquidatore entro quattordici giorni dalla data di avvio della liquidazione, identificando il bene gravato. In mancanza, la garanzia si considera rinunciata a favore della massa. Se lo stesso bene è gravato da più garanzie, l’escussione fuori dalla massa richiede il consenso dei creditori garantiti rappresentativi di almeno il 66% del valore complessivo dei crediti garantiti su quel bene. Dai proventi dell’escussione dovranno inoltre essere dedotti i costi della procedura, i costi della liquidazione e i crediti dei lavoratori, da trasferire al liquidatore[24].
La sezione 53 viene modificata per chiarire il trattamento del creditore garantito che rinuncia alla garanzia. Se il valore della garanzia rinunciata è inferiore al credito complessivo, il creditore sarà considerato non garantito per la parte residua. La riforma precisa inoltre che gli accordi tra creditori garantiti sulla distribuzione dei proventi secondo il grado delle garanzie non sono travolti dall’ordine legale di distribuzione, purché non pregiudichino il trattamento dei lavoratori. Il chiarimento è rilevante perché limita il rischio che la liquidazione cancelli accordi inter creditori validamente conclusi prima della procedura[25].
La novità più ampia è l’introduzione della procedura di risoluzione dell’insolvenza avviata dai creditori (“CIIRP”), inserita nel nuovo Capitolo IV-A. La procedura potrà essere avviata solo per categorie di debitori societari individuate dal Governo centrale: debitori con beni o redditi sotto determinate soglie, debitori con specifiche classi di creditori o importi di debito, oppure altre categorie indicate dal Governo. Non potrà invece essere avviata se il debitore è già sottoposto a procedura di insolvenza o liquidazione, oppure se nei tre anni precedenti ha già svolto una CIIRP, una procedura preconfezionata o una CIRP completata[26].
L’avvio della CIIRP spetta a creditori finanziari appartenenti alle classi che saranno indicate dal Governo centrale. Il creditore dovrà verificare l’esistenza dell’inadempimento e seguire il procedimento previsto dalla nuova sezione 58B, compresa la comunicazione al debitore e la possibilità per quest’ultimo di presentare osservazioni entro almeno trenta giorni. Se il creditore intende proseguire, dovrà ottenere l’approvazione dei creditori finanziari della stessa classe rappresentativi di almeno il 51% del valore del debito. Una volta nominato, il professionista della procedura effettua l’annuncio pubblico e comunica l’avvio al NCLT e all’IBBI. Da tale annuncio decorre la data di avvio della procedura e, durante la sua pendenza, non potranno essere presentate o ammesse nuove domande di CIRP o di procedura preconfezionata nei confronti dello stesso debitore[27].
La CIIRP mantiene la gestione dell’impresa in capo agli amministratori o ai soci del debitore societario. Il professionista della procedura non assume la gestione diretta, ma partecipa alle riunioni dei soci, del consiglio di amministrazione e dei comitati, con diritto di respingere le deliberazioni adottate, secondo le condizioni che saranno fissate dalle regole attuative. Si tratta quindi di un modello nel quale il debitore conserva la gestione, ma sotto un controllo negativo affidato al professionista della procedura[28].
La CIIRP non comporta una moratoria automatica. L’insolvency practitioner della procedura può chiederla al NCLT, previa approvazione del Comitato dei creditori; prima della costituzione del Comitato è sufficiente l’approvazione dei creditori finanziari della classe indicata dal Governo centrale, rappresentativi di almeno il 51% del debito verso tale classe. La moratoria decorre dalla domanda e può essere confermata dal NCLT se necessaria per lo svolgimento corretto ed efficiente della procedura[29].
Il termine ordinario della CIIRP è di 150 giorni dalla data dell’annuncio pubblico, prorogabile una sola volta per un massimo di 45 giorni. Se non viene approvato alcun piano entro tale termine, se il debitore o il suo personale non cooperano, oppure se il piano viene rigettato, il NCLT deve convertire la procedura in CIRP. Il Comitato dei creditori può chiedere la conversione in qualsiasi momento, con voto pari almeno al 66% dei diritti di voto[30].
La riforma introduce, per la prima volta nel testo dell’IBC, una base normativa per l’insolvenza di gruppo. Il nuovo Capitolo VA attribuisce al Governo centrale il potere di adottare regole per coordinare procedure relative a due o più debitori societari appartenenti allo stesso gruppo. Tali regole potranno prevedere, tra l’altro, un collegio comune, il trasferimento dei procedimenti davanti allo stesso collegio, il coordinamento tra Comitati dei creditori, professionisti della procedura e liquidatori, la nomina di un professionista comune e la predisposizione di un accordo di coordinamento tra le società interessate. La legge definisce il gruppo attraverso rapporti di controllo o partecipazione significativa, ricomprendendo società controllanti, controllate e collegate[31]. L’intervento recepisce sul piano legislativo esigenze già emerse in case law, in particolare nel caso State Bank of India v. Videocon Industries Ltd., nel quale il NCLT di Mumbai, pur in assenza di una disciplina espressa sull’insolvenza di gruppo, aveva ammesso il consolidamento delle procedure di tredici società del gruppo Videocon sulla base di fattori quali controllo comune, amministratori comuni, beni e passività comuni, interdipendenza operativa, intreccio dei finanziamenti, messa in comune delle risorse e contabilità consolidata[32].
Infine, la nuova sezione 240C attribuisce al Governo centrale il potere di adottare regole sull’insolvenza transfrontaliera. La norma riguarda i casi nei quali la procedura indiana presenta elementi esteri: beni del debitore situati fuori dall’India, creditori stranieri o procedure aperte in altre giurisdizioni. Le regole attuative potranno occuparsi del riconoscimento delle procedure straniere, della concessione di misure di protezione, della cooperazione giudiziaria, dell’assistenza e del coordinamento tra autorità[33]. Si tratta di modifiche che corrispondono alla struttura della UNCITRAL Model Law on Cross-Border Insolvency: accesso dei rappresentanti e creditori stranieri ai tribunali dello Stato che adotta la legge modello, riconoscimento della procedura straniera, misure provvisorie o successive al riconoscimento, cooperazione tra giudici e coordinamento tra procedure concorrenti[34]. La sezione 240C, tuttavia, non recepisce direttamente la Legge modello UNCITRAL: si limita ad attribuire al Governo centrale un potere regolamentare, da esercitare per categorie di debitori o debiti societari e per paesi o territori fuori dall’India che saranno indicati. Il funzionamento effettivo del regime dipenderà quindi dalle regole attuative. Resta comunque significativo che, ai fini della sezione 240C, la nozione di debitore societario includa anche soggetti costituiti fuori dall’India con responsabilità limitata.
La riforma elimina anche la procedura rapida di risoluzione dell’insolvenza societaria, mediante soppressione del Capitolo IV della Parte II. Interviene inoltre sulle procedure relative ai garanti personali del debitore societario: l’interim moratorium non si applica più alle domande di avvio della procedura di insolvenza o fallimento nei loro confronti. Viene infine anche ampliato il potere sanzionatorio del NCLT, che potrà imporre sanzioni per violazioni dell’IBC, delle regole o dei regolamenti, con un massimo collegato alla perdita provocata o al vantaggio illecito conseguito; quando tali valori non siano quantificabili, il limite massimo è pari a cinque crore di rupie[35].
[1] V. The Insolvency and Bankruptcy Code (Amendment) Act, 2026, n. 6 del 2026, in The Gazette of India, edizione straordinaria, Parte II, Sezione 1, Ministero della Legge e della Giustizia, Dipartimento legislativo, Nuova Delhi, 6 aprile 2026; 2026-04-07-115842-i5nsk-7ed69ef2a4d23a8b0d472cc0fcd55e79.pdf
[2] The Insolvency and Bankruptcy Code (Amendment) Act, 2026, No. 6 of 2026, sezione 4, che sostituisce la sezione 7(5) dell’Insolvency and Bankruptcy Code, 2016 e inserisce le Explanation I e II. Per il dato formale sulla pubblicazione dell’atto nella Gazette of India, v. Ministero della Legge e della Giustizia, 6 aprile 2026; 2026-04-07-115842-i5nsk-7ed69ef2a4d23a8b0d472cc0fcd55e79.pdf
[3] v. Vidarbha Industries Power Ltd. v. Axis Bank Ltd., Supreme Court of India, Civil Appeal No. 4633 of 2021, 12 luglio 2022, par. 27; https://ibbi.gov.in/uploads/order/a03e3063d5dbbca2bceb00f8402ec3ba.pdf
[4] Vedi The Insolvency and Bankruptcy Code (Amendment) Act, 2026, n. 6 del 2026, in The Gazette of India, edizione straordinaria, Parte II, Sezione 1, Ministero della Legge e della Giustizia, Dipartimento legislativo, Nuova Delhi, 6 aprile 2026, sezioni 5, 6 e 10, che modificano rispettivamente le sezioni 9, 10 e 16 dell’Insolvency and Bankruptcy Code, 2016; 2026-04-07-115842-i5nsk-7ed69ef2a4d23a8b0d472cc0fcd55e79.pdf
[5] Vedi The Insolvency and Bankruptcy Code (Amendment) Act, 2026, cit., sezione 8, che sostituisce la sezione 12A dell’IBC. In particolare, la nuova sezione 12A(1) richiede l’istanza del professionista della procedura e l’approvazione del 90% dei diritti di voto del Comitato dei creditori; la sezione 12A(2) vieta il ritiro prima della costituzione del Comitato e dopo il primo invito alla presentazione dei piani; la sezione 12A(3) impone al NCLT di provvedere entro trenta giorni o di motivare il ritardo.
[6] Vedi The Insolvency and Bankruptcy Code (Amendment) Act, 2026, cit., sezione 2(b), che inserisce un chiarimento esplicativo nella sezione 3(31) dell’IBC; sezione 32, che modifica la sezione 53 in materia di distribuzione in liquidazione
[7] v. State Tax Officer (1) v. Rainbow Papers Ltd., Supreme Court of India, Civil Appeal No. 1661 of 2020, 6 settembre 2022, 2022 SCC OnLine SC 1162, parr. 56-57: al par. 56 la Corte afferma che i debiti verso un creditore garantito, categoria che include lo Stato ai sensi del Gujarat Value Added Tax Act, 2003, concorrono ai sensi della sezione 53(1)(b)(ii) dell’IBC insieme agli altri debiti ivi indicati; al par. 57 precisa che lo Stato è creditore garantito ai sensi del GVAT Act e che il diritto di garanzia può sorgere anche “by operation of law”; https://ibbi.gov.in/uploads/order/d84016926e583df1b24999a8be04f274.pdf
[8] Nel sistema indiano dell’IBC, il resolution plan è il piano proposto da un resolution applicant per la risoluzione dell’insolvenza del debitore societario (corporate debtor) come impresa in funzionamento (going concern). V. Insolvency and Bankruptcy Code, 2016, s. 5(26), ove il resolution plan è definito come “a plan proposed by resolution applicant for insolvency resolution of the corporate debtor as a going concern in accordance with Part II”; https://www.indiacode.nic.in/bitstream/123456789/15479/1/the_insolvency_and_bankruptcy_code%2C_2016.pdf
[9] Vedi The Insolvency and Bankruptcy Code (Amendment) Act, 2026, n. 6 del 2026, in The Gazette of India, edizione straordinaria, Parte II, Sezione 1, Ministero della Legge e della Giustizia, Dipartimento legislativo, Nuova Delhi, 6 aprile 2026, sezione 3(d), che modifica la sezione 5(26) dell’Insolvency and Bankruptcy Code, 2016, includendo nella nozione di piano anche la vendita di uno o più beni del debitore societario tramite uno o più piani.
[10] Vedi The Insolvency and Bankruptcy Code (Amendment) Act, 2026, cit., sezione 18, che inserisce la sezione 30(2)(ba) dell’IBC.
[11]India Resurgence ARC Pvt. Ltd. v. Amit Metaliks Ltd. & Anr., Supreme Court of India, Civil Appeal No. 1700 of 2021, 2 giugno 2021, p. 13.1; https://ibbi.gov.in/uploads/order/e6da67781d1346825fbb1f398aee4b76.pdf
[12] DBS Bank Ltd. Singapore v. Ruchi Soya Industries Ltd. & Anr., Supreme Court of India, Civil Appeal No. 9133 of 2019, 3 gennaio 2024, p. 40; https://api.sci.gov.in/supremecourt/2019/42899/42899_2019_2_1502_49136_Judgement_03-Jan-2024.pdf
[13] Vedi The Insolvency and Bankruptcy Code (Amendment) Act, 2026, cit., sezione 19, che modifica la sezione 31 dell’IBC, consentendo l’approvazione prima dell’attuazione del piano e poi delle modalità di distribuzione entro trenta giorni, e prevedendo la correzione dei difetti prima del rigetto.
[14] The Insolvency and Bankruptcy Code (Amendment) Act, 2026, n. 6 del 2026, sezione 19(e), che inserisce la sezione 31(5) dell’Insolvency and Bankruptcy Code, 2016. Per il precedente giurisprudenziale, v. Gujarat Urja Vikas Nigam Ltd. v. Amit Gupta & Ors., Supreme Court of India, Civil Appeal No. 9241 of 2019, 8 marzo 2021, 2021 SCC OnLine SC 194, parr. 159, 161 e 164-165. Al par. 159 la Corte richiama l’Explanation alla sezione 14(1) dell’IBC, introdotta per chiarire l’effetto della moratoria su licenze, concessioni, permessi e quote pubbliche; al par. 161 collega tale intervento alla finalità di preservare il debitore societario come impresa funzionante (“going concern”); ai parr. 164-165 afferma che, nel caso concreto, il NCLT poteva impedire la risoluzione del contratto perché essa era fondata soltanto sull’insolvenza e avrebbe compromesso la prosecuzione della procedura; https://ibbi.gov.in/uploads/order/79e3093d3be5f907a06411924f0a6b62.pdf
[15] The Insolvency and Bankruptcy Code (Amendment) Act, 2026, cit., sezione 19(e), che inserisce la sezione 31(6) dell’IBC e i relativi chiarimenti esplicativi.
[16] Ghanashyam Mishra and Sons Private Limited v. Edelweiss Asset Reconstruction Company Limited & Ors., Supreme Court of India, Civil Appeal No. 8129 of 2019, 13 aprile 2021, 2021 SCC OnLine SC 313, parr. 86, 95(i), 95(iii) e 130. Al par. 86 la Corte afferma che la finalità è cristallizzare tutte le pretese, affinché il soggetto proponente possa ripartire “on a clean slate” senza pretese inattese; al par. 95(i) precisa che, alla data di approvazione del piano, tutte le pretese non incluse nel piano si estinguono e nessuno può iniziare o proseguire procedimenti relativi a tali pretese; al par. 95(iii) estende tale conclusione anche ai debiti verso Governo centrale, Stati federati e autorità locali; al par. 130 ribadisce che le pretese non incluse nel piano si estinguono e i relativi procedimenti non possono proseguiré; https://ibbi.gov.in/uploads/order/ecaeca64f566cdaa84f535bce42f1232.pdf
[17] The Insolvency and Bankruptcy Code (Amendment) Act, 2026, cit., sezione 3(a), che inserisce la definizione di “avoidance transaction” nella sezione 5(2A) dell’IBC; sezioni 26, 27 e 30, che modificano le sezioni 43, 46 e 50 quanto al periodo; sezione 28, che sostituisce la sezione 47 e consente l’iniziativa di creditori, membri o soci quando il professionista della procedura o il liquidatore non abbiano agito.
[18] The Insolvency and Bankruptcy Code (Amendment) Act, 2026, cit., sezione 11, che modifica la sezione 18 dell’IBC. Per un precedente sul ruolo del professionista della procedura, v. Committee of Creditors of Essar Steel India Ltd. v. Satish Kumar Gupta & Ors., Supreme Court of India, Civil Appeal Nos. 8766-67 of 2019, 15 novembre 2019, parr. 23 e 27; https://api.sci.gov.in/supremecourt/2019/24417/24417_2019_4_1501_18158_Judgement_15-Nov-2019.pdf
[19] The Insolvency and Bankruptcy Code (Amendment) Act, 2026, cit., sezione 12, che sostituisce la sezione 19(1) dell’IBC e amplia i soggetti tenuti a prestare assistenza e collaborazione al professionista della procedura.
[20] The Insolvency and Bankruptcy Code (Amendment) Act, 2026, cit., sezione 17, che inserisce la sezione 28A dell’IBC sul trasferimento dei beni del garante personale o societario durante la CIRP del debitore societario.
[21] The Insolvency and Bankruptcy Code (Amendment) Act, 2026, cit., sezione 20, che inserisce le sezioni 33(1A) e 33(1B) dell’IBC sul ripristino della CIRP prima dell’ordine di liquidazione.
[22] The Insolvency and Bankruptcy Code (Amendment) Act, 2026, cit., sezione 13, che inserisce la sezione 21(11) dell’IBC; sezione 21, che modifica la sezione 34; sezione 22, che inserisce la sezione 34A sulla sostituzione del liquidatore.
[23] The Insolvency and Bankruptcy Code (Amendment) Act, 2026, cit., sezioni 23 e 25, che modificano la sezione 35 e abrogano le sezioni da 38 a 42 dell’IBC; sezione 33, che modifica la sezione 54 sul termine di liquidazione e sull’ordine di scioglimento.
[24] The Insolvency and Bankruptcy Code (Amendment) Act, 2026, cit., sezione 31, che sostituisce la sezione 52(2) e 52(8) dell’IBC.
[25] The Insolvency and Bankruptcy Code (Amendment) Act, 2026, cit., sezione 32, che modifica la sezione 53 dell’IBC e inserisce chiarimenti sul trattamento del creditore garantito per la parte non coperta dalla garanzia e sugli accordi tra creditori garantiti.
[26] The Insolvency and Bankruptcy Code (Amendment) Act, 2026, cit., sezione 40, che inserisce il Capitolo IV-A nell’IBC, in particolare la sezione 58A sui debitori societari ammessi alla procedura di risoluzione avviata dai creditori e sui casi di esclusione.
[27] The Insolvency and Bankruptcy Code (Amendment) Act, 2026, cit., sezione 40, che inserisce la sezione 58B dell’IBC sull’avvio della CIIRP, la nomina del professionista della procedura, l’annuncio pubblico e il divieto di nuove domande di CIRP o procedura preconfezionata durante il periodo della CIIRP
[28] The Insolvency and Bankruptcy Code (Amendment) Act, 2026, cit., sezione 40, che inserisce la sezione 58F dell’IBC sulla permanenza della gestione in capo agli organi del debitore societario e sul diritto del professionista della procedura di partecipare alle riunioni e respingere deliberazioni.
[29] The Insolvency and Bankruptcy Code (Amendment) Act, 2026, cit., sezione 40, che inserisce la sezione 58G dell’IBC sulla moratoria nella CIIRP
[30] The Insolvency and Bankruptcy Code (Amendment) Act, 2026, cit., sezione 40, che inserisce le sezioni 58D e 58H dell’IBC sulla durata della CIIRP e sulla conversione in CIRP
[31] The Insolvency and Bankruptcy Code (Amendment) Act, 2026, cit., sezione 42, che inserisce il Capitolo VA e la sezione 59A dell’IBC sull’insolvenza di gruppo.
[32] State Bank of India v. Videocon Industries Ltd., NCLT Mumbai Bench, MA 1306/2018 e altri procedimenti connessi, 8 agosto 2019, parr. 76-78, 80, 85 e 87. Al par. 76 il Tribunale osserva che l’IBC non conteneva ancora una disciplina specifica sull’insolvenza di gruppo, ma che il problema del consolidamento delle procedure non poteva essere evitato; al par. 78 individua i principali fattori rilevanti, tra cui controllo comune, amministratori comuni, beni comuni, passività comuni, interdipendenza, intreccio finanziario, messa in comune delle risorse, contabilità intrecciata e partecipazioni incrociate; al par. 80 chiarisce che non esiste un criterio unico e che il consolidamento richiede una verifica concreta del beneficio per gli stakeholders; al par. 85 dispone il consolidamento delle procedure di tredici società del gruppo Videocon; al par. 87 ordina la predisposizione dell’information memorandum sulla base del bilancio consolidato del gruppo; https://ibbi.gov.in/uploads/order/48cb50915c29188847ad3b13f7f6f3d6.pdf
[33] The Insolvency and Bankruptcy Code (Amendment) Act, 2026, cit., sezione 71, che inserisce la sezione 240C dell’IBC sull’insolvenza transfrontaliera.
[34] UNCITRAL Model Law on Cross-Border Insolvency (1997), artt. 9-14 sull’accesso dei rappresentanti e creditori stranieri, artt. 15-17 sul riconoscimento della procedura straniera, artt. 19-21 sulle misure provvisorie e sulle misure successive al riconoscimento, artt. 25-27 sulla cooperazione tra giudici, autorità e rappresentanti delle procedure, e artt. 28-30 sul coordinamento tra procedure concorrenti. L’UNCITRAL indica infatti accesso, riconoscimento, misure di assistenza e cooperazione come i quattro elementi centrali della Legge modelo; https://uncitral.un.org/sites/default/files/media-documents/uncitral/en/1997-model-law-insol-2013-guide-enactment-e.pdf
[35] The Insolvency and Bankruptcy Code (Amendment) Act, 2026, cit., sezione 39, che elimina il Capitolo IV della Parte II dell’IBC; sezioni 52 e 55, che modificano le sezioni 96 e 124 in materia di garanti personali; sezione 68, che sostituisce la sezione 235A sul potere sanzionatorio del NCLT