<p>COMMERCIALISTI</p>
Il Nuovo Diritto delle SocietàISSN 2039-6880
G. Giappichelli Editore

11/09/2026 - The Court of Appeal of England and Wales nel caso Glint Pay Ltd & Ors v Baker & Anor

argomento: Novita' giurisprudenziali - Legge applicabile Inghilterra

Keywords: out of court - floating charge

Luciano Panzani

La decisione della Court of Appeal del 31 luglio 2026 nel caso Glint Pay [1] fornisce indicazioni preziose sui limiti che il creditore garantito da un floating charge incontra nella nomina di un administrator nella procedura out-of-court, soprattutto nel caso in cui la nomina sia richiesta con finalità che non riguardano tanto la tutela del credito garantito, quanto altri interessi di cui il creditore sia titolare.

Occorre premettere che la procedura di administration "out-of-court" (stragiudiziale) per la nomina di un amministratore straordinario nel Regno Unito è disciplinata dall'Insolvency Act 1986, specificamente all'interno dello Schedule B1. Questa procedura consente ad alcuni soggetti di avviare l'amministrazione di una società presentando la documentazione in tribunale, senza dover sostenere un'udienza davanti a un giudice.

La legge riserva il potere di attivare la procedura stragiudiziale alla società stessa o i suoi amministratori (directors), ai sensi del Paragraph 22 dello Schedule B1 e ai titolari di una garanzia reale rotativa qualificata (Qualifying Floating Charge Holder o QFCH), ai sensi del Paragraph 14 dello Schedule B1. Questo è il caso specifico di Glint Pay.

Il floating charge deve gravare sulla totalità (o sulla quasi totalità) del patrimonio sociale. Il contratto di garanzia deve esplicitamente dichiarare l'applicabilità del Paragraph 14 o conferire il potere di nomina. La garanzia deve essere utilmente azionabile (enforceable) secondo le condizioni contrattuali pattuite. A differenza della procedura giudiziale ordinaria, il QFCH non deve dimostrare che la società sia insolvente o incapace di pagare i propri debiti. È sufficiente che si sia verificato un evento di default contrattuale (anche non finanziario, come la violazione dei patti informativi in Glint Pay) che renda escutibile la garanzia.

L’administration ha lo scopo di garantire la prosecuzione dell’attività della società in continuità aziendale o anche soltanto di vendere i beni e soddisfare i creditori in misura migliore di quanto otterrebbero con una liquidazione giudiziale Tuttavia l’administrator può anche vendere i beni per distribuire il ricavato ad uno o più creditori privilegiati, titolari di garanzie o di privilegi legali laddove ritenga ragionevolmente non praticabile il raggiungimento degli altri obiettivi indicati e non arrechi inutilmente danno agli interessi dei creditori della società nel loro insieme[2].

Il creditore deve sottoscrivere una dichiarazione formale che confermi che la garanzia è legalmente escutibile e che l'amministrazione persegue un obiettivo legittimo. L'insolvency practitioner (professionista della crisi) designato dal creditore deve rilasciare una dichiarazione scritta in cui accetta l'incarico e attesta che l'obiettivo dell'amministrazione è ragionevolmente raggiungibile. La nomina dell'amministratore diventa efficace non appena i documenti protocollati vengono registrati dalla Corte. Dal momento del deposito scatta una moratoria provvisoria (moratorium), che blocca le azioni esecutive dei creditori, le istanze di liquidazione e le azioni legali contro la società, per consentire all'amministratore di tentare il salvataggio aziendale o massimizzare il realizzo degli asset.

Nel caso in esame, in sintesi, Niven Alpha Pte Limited (“Niven”), una società veicolo sostenuta da David Fergusson e da Global Precious Metals, aveva presentato nel maggio 2019 un’offerta, poi non andata a buon fine, per acquistare il 51% di Glint Pay Ltd (“GPL”). Successivamente Niven acquistò da Brahma Finance (BVI) Limited il finanziamento garantito concesso a GPL e il relativo atto di garanzia (Debenture), mediante un atto di cessione del 3 luglio 2019. Il 15 luglio 2019 Niven formulò ampie richieste di informazioni sulla base della clausola informativa contenuta nella Debenture. GPL rifiutò di fornire tali informazioni; di conseguenza, il finanziamento fu dichiarato immediatamente esigibile e, il 18 settembre 2019, Niven, quale titolare di una Qualifying Floating Charge, nominò gli amministratori tramite la procedura stragiudiziale. In quel momento GPL era solvibile. L’administration durò poco, perché il 10 ottobre 2019 GPL rimborsò integralmente il finanziamento dopo avere ottenuto nuova finanza da altri soggetti.

Nel caso in esame la Court of Appeal ha ritenuto che vi fosse una prospettiva realistica, da approfondire nelle fasi successive del giudizio, che l’unico scopo di Niven fosse acquisire l’attività e i beni di GPL, e che non rientrasse tra i suoi fini ottenere il rimborso del finanziamento. Tra gli elementi indiziari che militavano in tal senso vi erano: l’acquisto del credito avvenuto subito dopo il fallimento dell’offerta di acquisto delle azioni; il momento in cui era stata formulata la richiesta di informazioni; la pianificazione di una pre-pack administration e l’accelerazione del finanziamento; l’escussione della garanzia nonostante la solvibilità della società; e la riluttanza di Niven ad accettare il rimborso anticipato del finanziamento.

Tuttavia la Corte di appello non ha ritenuto di poter applicare al caso in esame la dottrina Braganza. Si tratta di un principio di diritto affermato dalla Supreme Court inglese secondo cui, quando un contratto conferisce a una parte il potere discrezionale di prendere una decisione che incide anche sugli interessi della controparte, si deve presumere l'esistenza di un vincolo implicito che impone di esercitare tale discrezionalità in modo razionale, in buona fede e non arbitrario (Braganza v BP Shipping Ltd (2015)[3].

La Corte ha infatti affermato che la richiesta di informazioni contenuta nella Debenture non poteva ritenersi limitata ai beni fissi o materiali, ma si estendeva, in generale, alle attività e alle passività della società, nel contesto di una floating charge sull’intera impresa. I saldi di cassa, ad esempio, hanno una “collocazione” e un “utilizzo”, e i crediti commerciali possono avere una “condizione” sotto il profilo dei giorni di scadenza. Il mancato riscontro di GPL alle richieste di informazioni costituiva quindi una violazione e un evento di default, tale da legittimare l’accelerazione del finanziamento e la nomina degli amministratori.

La Corte d’appello ha ritenuto che i poteri del creditore non potessero essere esercitati che per legittimi scopi commerciali e che l’esercizio di tali poteri potesse ritenersi legittimo anche quando uno scopo improprio si sommasse ad un legittimo interesse commerciale, ma non nel caso in cui lo scopo improprio fosse l’unico motivo che aveva spinto il creditore ad agire. E poiché la tesi difensiva di GPL era che Niven non avesse alcuno scopo di recupero del credito, si trattava di una domanda adeguatamente sostenibile, tale da giustificare il rinvio alla fase dibattimentale (trial). La questione è stata quindi rimessa al giudice per la decisione.

[1] [2026] EWCA Civ 1023.

[2] Per una breve, ma accurata, rassegna della disciplina dell’administration cfr. G. Corno, L’uso delle prepack sales nelle procedure di crisi e di insolvenza. Le prepackaged administrations nel Regno Unito, in La grande e media impresa tra acquisizioni, ristrutturazioni e disciplina della governance, Atti del XXXII Convegno di Alba,  a cura di L. Panzani, Bari, 2026, 188 e ss.

[3] Braganza v BP Shipping Ltd [2015] UKSC 17