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Osservazioni sui riflessi fiscali dell'introduzione dell'IFRS 9

Angelo Contrino

 

 

L’IFRS 9 – la cui applicazione è obbligatoria per bilanci relativi agli esercizi aventi inizio dal 1° gennaio 2018 – ha introdotto un nuovo modello di impairment dei crediti assiso sulle aspettative di manifestazione di perdite future (c.d. perdite attese). In particolare, sono state integrate le ipotesi riguardanti la derecognition dei crediti, ricomprendendovi anche le svalutazioni derivanti dalla mancanza di aspettative di recupero dei flussi finanziari contrattuali. Il presente contributo analizza gli impatti sul piano tributario, e in particolare in materia di reddito d’impresa, delle modifiche apportate al sistema di derecognition dei crediti per i soggetti IAS/IFRS-adopters, per poi soffermarsi sulle problematiche fiscali ancora aperte per le svalutazioni dei crediti effettuate dalle società in vigenza dello IAS 39 e non dedotte immediatamente ai fini fiscali.

Remarks on the impact of IFRS 9 as to the deductibility of the write-off of irrecoverable credits

This article analyses the impact on the Italian tax system of the recent amendments made to the discipline governing the derecognition of tax credits applicable to IAS/IFRS adopters. Further, this article addresses the issues arising as to the write-off of credits made by enterprises during the currency of the IAS 39 discipline.

KEYWORDS: IFRS 9 – credits – derecognition – write-off.

1. Considerazioni introduttive: sulla necessita di valutare i riflessi fiscali (tra le tante modifiche apportate dall’IFRS 9) del nuovo modello di impairment dei crediti

Il passaggio dallo IAS 39 all’IFRS 9 – la cui applicazione è obbligatoria per bilanci relativi agli esercizi aventi inizio dal 1° gennaio 2018 – ha portato molteplici innovazioni in tema di contabilizzazione degli strumenti finanziari [1], le quali hanno reso necessaria l’emanazione in materia fiscale del D.M. 10 gennaio 2018, recante specifiche disposizioni di coordinamento della disciplina contabile con le regole di determinazione dell’imponibile ai fini IRES e IRAP.

Va comunque evidenziato che, per effetto di tale passaggio, il contesto di fondo per i soggetti IAS/IFRS-adopters non ha subito i radicali cambiamenti che hanno riguardato i soggetti OIC-adopters, in quanto: (i) è rimasto immutato il quadro della derivazione rafforzata; (ii) non è stata modificato il regime dei componenti di natura valutativa; e infine (iii) è stata confermata, seppure con alcune precisazioni normative di cui daremo conto, la deducibilità delle perdite da derecognition rilevate nel rispetto dei principi contabili. Per quanto concerne gli enti creditizi e finanziari, si è operata una scelta di semplificazione e di più ampio rinvio alla contabilità, onde, sotto questo profilo il legame del trattamento fiscale a quello civilistico è divenuto più netto.

Delle tre aree in cui l’IFRS 9 ha modificato in maniera significativa le regole contenute nello IAS 39 (in ispecie; i criteri di classificazione e misurazione delle attività e passività; le regole di accesso all’hedge accounting; e, infine, il modello di impairment per i crediti e i titoli di debito) [2], ci si intende soffermare sull’impairment dei crediti – annoverati nel sistema sia IAS sia IFRS tra le attività finanziarie – al fine di cercare di ricostruire gli impatti sul piano tributario, e in particolare in materia di reddito d’impresa, delle novità derivanti dall’introduzione dell’IFRS 9 [3].

E ciò perché, se il citato decreto ministeriale ha compiutamente disciplinato i riflessi fiscali della maggior parte delle altre modifiche alle regole contabili recate dal preesistente IAS 39 [4], nessuna regolamentazione tributaria espressa si rinviene, tra l’altro, con riguardo alle modifiche apportate al sistema di derecognition delle attività e passività finanziarie, che interessano specificamente i crediti d’impresa dei soggetti IAS/IFRS-adopter.

2. Il modello d’impairment previsto dallo IAS 39 e l’irrilevanza delle c.d. “perdite attese”: l’applicabilità, in ambito fiscale, dell’art. 101, comma 5, TUIR, ai fini della deduzione delle “perdite da valutazione”, e l’operatività del principio di derivazione rafforzata per le “perdite da cancellazione

Nel sistema dello IAS 39, il “costo ammortizzato” – quale criterio generale, in taluni specifici casi derogato, di valutazione finale dei crediti – conferiva rilevanza, ai fini della determinazione del valore di iscrizione dei crediti a fine esercizio, al risultato della procedura di c.d. impairment, la quale – in presenza di obiettive evidenze di una riduzione di valore che incidono sul­l’importo recuperabile del credito (cash flow futuri stimati) e ascrivibili a eventi successivi alla rilevazione iniziale (par. 59 dello IAS 39 elencava una serie di “eventi perdita” latori di obiettività della riduzione di valore) – consentiva di imputare a conto economico la perdita di valore maturata del credito (c.d. incurred loss), con esclusione delle “perdite attese” (c.d. expected loss) per eventi futuri (a prescindere dalla probabilità di accadimento). Oltre alle c.d. perdite da valutazione, i crediti potevano generare “perdite da cancellazione” al momento dell’espulsione dal bilancio, ossia in caso di c.d. derecognition, la quale era ricollegata dallo IAS 39 all’estinzione del diritto di ricevere i flussi finanziari.

Quanto alla deducibilità fiscale delle ..


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