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Risoluzione delle controversie fiscali internazionali

Erika Scuderi

Teaching and Research Associate presso Institute for Austrian and International Tax Law, WU Vienna University of Economics and Business

In data 13 gennaio 2020, è stato presentato ed assegnato alle competenti Commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica lo schema di Decreto legislativo recante attuazione della Direttiva (UE) 2017/1852 relativa ai meccanismi di risoluzione delle controversie in materia fiscale nell’Unione europea. Il presente contributo, dopo aver ripercorso il sentiero che ha condotto all’a­dozione della citata Direttiva e aver brevemente descritto le criticità che sono state riscontrate nell’applicazione delle vigenti procedure amichevoli, esamina le principali novità emergenti dallo schema di Decreto legislativo. Poiché lo scopo di tali misure è quello di creare un meccanismo efficace, vincolante e obbligatorio di risoluzione delle controversie fiscali tra Stati membri, si indagherà al fine di comprendere se gli strumenti messi a disposizione del contribuente siano effettivamente idonei al raggiungimento di tale obiettivo. Si analizzeranno gli aspetti innovativi e risolutivi delle preesistenti problematiche, i rapporti tra la neo-introdotta procedura amichevole, il diritto interno e le altre procedure di risoluzione delle controversie fiscali internazionali. Infine, si evidenzieranno taluni profili apparentemente irrisolti.

 

PAROLE CHIAVE: direttiva UE 2017/1852 - doppia imposizione - risoluzione delle controversie fiscali internazionali

International tax dispute resolution

On 13 January 2020, the draft legislative decree implementing Directive (EU) 2017/1852 on tax dispute resolution mechanisms in the European Union was submit-ted and assigned to the relevant parliamentary committees of the Chamber of Deputies and the Senate of the Republic. This article outlines the path that led to the adoption of the aforesaid Directive and briefly describes the difficulties experienced in applying existing remedies. Then, it examines measures proposed by the draft legislative decree and investigates the relationship between the proposed procedures, domestic law, and existing MAPs. Finally, some (perhaps unsolved) issues will be highlighted.

 

 

Keywords: Directive (EU) 2017/1852 – Mutual Agreement Procedure-MAP – international tax dispute resolution.

  1. La necessità di una tempestiva risoluzione delle controversie fiscali internazionali

La non uniforme interpretazione o applicazione da parte degli Stati membri delle disposizioni degli accordi o delle Convenzioni bilaterali e della Convenzione relativa all’eliminazione delle doppie imposizioni in caso di rettifica degli utili di imprese associate (Convenzione 90/436/CEE, nel seguito “Convenzione arbitrale”) può provocare distorsioni economiche e inefficienze. Al fine di evitare che eccessivi oneri fiscali gravino sui soggetti che operano cross border è fondamentale dare efficace e tempestiva risoluzione alle controversie derivanti da tali situazioni di doppia imposizione. L’importanza di una celere definizione di tali pretese impositive diviene ancor più evidente se si considera che il controvalore complessivo delle circa 900 Mutual Agreement Procedures (“MAP”) in materia di doppia imposizione pendenti al solo livello europeo, risulta pari a circa 10,5 miliardi di euro [1]. Le più recenti statistiche OCSE, relative all’anno 2018 [2], mostrano un aumento rispetto al 2017 sia del numero di controversie avviate nel corso dell’anno, sia delle procedure definitivamente concluse.

In particolare, tra gli Stati censiti, la Germania risulta essere il paese più “efficiente”. Nel corso del 2018 ha infatti concluso 658 procedure (circa il 7% in più di quelle avviate durante l’anno). Segue il Belgio che ha definito 635 cause (pari a oltre il 9% in più di quelle avviate nel corso dell’anno).

L’Italia e la Spagna presentano, invece, uno scostamento tra procedure avviate e concluse di oltre il 150%. Infatti, l’Italia ha definito solo 101 casi, avviandone 256 (questi, sommati ai 587 casi già pendenti, portano ad un saldo al 31 dicembre 2018 di 742 procedure rimaste irrisolte). La Spagna ha avviato 211 nuove procedure, riuscendo, però, a definirne soltanto 82.

Dall’analisi delle procedure in materia di transfer pricing emerge, inoltre, che i tempi medi di risoluzione delle controversie risultano essere ancora molto lunghi, aggirandosi intorno ai 33 mesi (più del doppio rispetto alle altre tipologie di controversie, per le quali, in media, i tempi di risoluzione si aggirano sui 14 mesi).

Da un siffatto quadro appare chiara, da un lato, la crescente volontà di definire le controversie fiscali tramite procedure amichevoli e, dall’altro, l’esi­stenza di difficoltà nel loro svolgimento che ne impediscono un’efficace ed ef­fettiva risoluzione.

Prima di soffermarsi in maggior dettaglio sulle novità legislative, è opportuno premettere brevi cenni sulle possibili ragioni sottese alle criticità riscontrate nell’attuazione dei meccanismi di risoluzione delle controversie.

  1. Le principali ragioni dell’inefficienza delle procedure attualmente in vigore

A seguito dell’attività di controllo condotta nel quadro dell’attuazione della Convenzione arbitrale è emersa l’esistenza di importanti lacune riguardanti, in particolare, l’accesso alle procedure amichevoli, la durata delle stesse e la loro effettiva conclusione [3].

In particolare, preoccupano i vuoti di tutela in situazioni di inerzia delle Autorità competenti coinvolte o disaccordo tra le stesse e l’assenza di rimedi nei confronti dei dinieghi di queste ultime al passaggio alle fasi successive della procedura.

Per quanto concerne l’Italia, le principali problematiche riscontrate attengono alla necessità di richiedere il parere conforme dell’Amministrazione finanziaria per la sospensione del processo tributario ex art. 39, comma 1-ter, del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 (“d.lgs. n. 546/1992”) nonché la mancata sospensione della riscossione [4].

È opportuno rammentare che la discussione sulle predette tematiche ha avuto luogo tanto a livello europeo quanto internazionale, comportando la presentazione e l’adozione di diverse soluzioni (e.g., la Convenzione multilaterale per l’attuazione di misure relative alle convenzioni fiscali finalizzate a prevenire l’erosione della base imponibile e lo spostamento dei profitti, nel seguito “MLI”, che accoglie favorevolmente il pacchetto di misure sviluppato nell’ambito del progetto OCSE/G20 in materia di BEPS) [5].

  1. L’adozione della Direttiva (UE) ..


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