CORSO DI PREPARAZIONE PER DOTTORE COMMERCIALISTA

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Segnalazioni di Diritto penale dell'impresa

Ciro Santoriello

GIURISPRUDENZA

Restituzione dei finanziamenti ai soci e bancarotta preferenziale – La Cassazione ricorda che per i pagamenti costituiti dalle restituzioni dei "finanziamenti" dei soci che abbiano le caratteristiche del mutuo o di altro negozio equivalente, se dette restituzioni sono pienamente legittime durante l’ordinaria vita societaria, assumono però i caratteri della bancarotta preferenziale allorché avvengano in periodo di dissesto societario, che lasci intravedere l’evoluzione dell’impresa verso il fallimento, giacché la restituzione (da ritenere, in tal caso, indebita) comporta l’alterazione dell’ordine, stabilito dalla legge, di soddisfazione dei creditori (Cass., sez. V, 17 maggio 2019, n. 21747).

 

Restituzione di somme versate per aumento di capitale e bancarotta fraudolenta – In tema di bancarotta fraudolenta, la somma versata per aumento di capitale dagli autori della distrazione non può essere considerata come restituzione dei mezzi finanziari sottratti al patrimonio dell’impresa, perché la prestazione fondata su una precisa causa contrattuale (sottoscrizione del capitale sociale) è diversa da quella effettuata in adempimento dell’obbligo di rendere quanto indebitamente percepito e va comunque evidenziato che anche per i finanziamenti destinati al capitale di credito, anziché di rischio, vige la regola della postergazione del rimborso dei finanziamenti dei soci rispetto alla soddisfazione degli altri creditori. È quindi configurabile il reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione a carico dell’amministratore di una società per azioni che procede al rimborso di finanziamenti erogati dai soci in violazione della regola, applicabile nel caso di specie, della postergazione, di cui all’art. 2467 cod. civ., o di versamenti effettuati in conto capitale, in quanto le somme versate devono essere destinate al perseguimento dell’oggetto sociale e possono essere restituite solo quando tutti gli altri creditori sono stati soddisfatti (Cass., sez. V, 13 giugno 2019, n. 26211).

 

Quando la cattiva tenuta della contabilità integra una bancarotta fraudolenta documentale e non una bancarotta semplice – La condotta di tenuta irregolare o incompleta delle scritture contabili può rilevare come bancarotta fraudolenta, allorquando sia funzionale a rendere impossibile la ricostruzione del patrimonio o del movimento degli affari, ovvero come bancarotta semplice. Nel caso in cui sia non venga contestata una fattispecie di bancarotta fraudolenta patrimoniale, la motivazione concernente la sussistenza degli indici di fraudolenza della condotta di tenuta irregolare delle scritture contabili deve essere maggiormente rigorosa, in quanto la consapevolezza di rendere impossibile la ricostruzione patrimoniale e finanziaria della società fallita di per sé celerebbe, sul piano pratico, lo scopo di danneggiare i creditori (animus nocendi) o di procurarsi un vantaggio (animus lucrandi), essendo sovente funzionale alla dissimulazione o all’occultamento di atti depauperativi del patrimonio sociale (Cass., sez. V, 17 giugno 2019, n. 26613).

 

La bancarotta fraudolenta documentale non è rimediabile con la correzione delle scritture contabili – Il principio della intervenuta riparazione degli effetti della bancarotta affermato dalla giurisprudenza di legittimità con riguardo alla fattispecie della bancarotta fraudolenta per distrazione nel caso del reintegro dei beni distratti nel patrimonio della fallita non può essere applicato alla diversa ipotesi della bancarotta documentale, i cui effetti lesivi attengono non all’in­tegrità della garanzia patrimoniale delle obbligazioni verso i creditori, ma alla veridicità ed alla completezza delle informazioni contabili sulle vicende dell’im­pre­sa (Cass., sez. V, 26.6.2019, n. 28055).

 

La prova dei vantaggi compensativi nei rapporti infragruppo – Non può sostenersi che la mera appartenenza della società ad un gruppo renda plausibile l’e­si­stenza dei suddetti “benefici compensativi” e che, pertanto, competa alla società la quale abbia agito contro il proprio amministratore l’onere di dimostrarne l’ine­sistenza. Viceversa, è l’amministratore, se del caso, ..


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