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L'“emergenza” della sostenibilità nel prisma del new normal del diritto d'impresa europeo

Giulia Schneider, Ricercatrice di Diritto dell’economia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano, Facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative

Oltre le misure volte a contenere i pregiudizi economici subiti dalle imprese e direttamente volti a garantirne (ove possibile) una sopravvivenza, la riforma stimolata dall’emergenza sul piano del diritto d’impresa si fa più profonda e tocca, alla radice, alcuni principi cardine del sistema. La pandemia ha infatti riaperto, con urgenza, il terreno di indagine relativo alla dimensione pubblica dell’impresa, e del suo possibile ruolo proattivo nella tutela di valori non strettamente economici, come la salute o l’ambiente.

Il presente contributo si propone di indagare l’impatto della crisi sanitaria contemporanea sul sistema del diritto d’impresa, ponendo in evidenza non solo le linee di intervento “emerse” ma anche le direttrici di riforma “sommerse”, destinate a perdurare, oltre le “contingenze” emergenziali, nella forma di un new normal.

I primi interventi regolatori volti a fronteggiare l’emergenza sanitaria hanno determinato la temporanea sospensione di alcuni regimi ordinari. Tre esempi in questo senso sono rinvenibili in alcune previsioni in materia di crisi d’impresa; nella disciplina europea relativa alle intese concorrenziali e infine nella normativa, sempre di matrice europea, relativa agli obblighi di disclosure finanziaria. Come sarà dimostrato, questi regimi temporanei costituiscono l’antecedente logico di riforme più durature che la pandemia ha innescato nei “codici genetici” del diritto d’impresa. Per ciascuno dei citati regimi temporanei, il contributo passerà dunque alla rassegna dei riflessi più profondi che la situazione emergenziale, ad oggi invero persistente per effetto dell’attuale situazione geopolitica, è andata stimolando, alla luce delle più recenti evoluzioni normative. Particolare attenzione sarà infine data alle trasformazioni indotte dall’emergenza – ormai normalizzata – sul piano interno della corporate governance.

Lo studio traccia la parabola dell’emergenza della sostenibilità avviata dal regime societario emergenziale che, tra regole speciali e sospensione di regole ordinarie, ha stimolato una maggiore responsabilizzazione dell’operato d’impresa: responsabilizzazione direttamente connessa a due principali traiettorie di riforma che si sono consolidate nel solco della crisi sanitaria, ossia la trasformazione digitale dell’impresa e la rilevanza – non più differibile – di interessi sociali sintetizzati nella formula ESG.

 

The Sustainability “Emergency” in the Prism of the New Normal of European Business Law

In addition to the measures aimed at containing the economic damages suffered by businesses and at guaranteeing their survival (where possible), the reform stimulated by the emergency in the field of company law goes deeper and touches upon some of the key principles of the system. In fact, the pandemic has urgently reopened the field of investigation regarding the public dimension of businesses, and their possible proactive role in the protection of values that are not strictly economic, such as health or the environment.

This contribution investigates the impact of the contemporary health crisis on the system of company law, highlighting not only the lines of intervention that have “emerged”, but also the “submerged” reforms, destined to continue, beyond the emergency’s "contingencies", in the form of a new normal.

The first regulatory interventions aimed at tackling the health emergency led to the temporary suspension of some ordinary regimes. Three examples are to be found in some of the provisions on corporate crises, in the European regulations on competitive agreements and, finally, in the European regulations on financial disclosure. As will be shown, these temporary regimes have been the precondition of more lasting reforms that the pandemic has triggered in the ‘genetic codes’ of business law. For each of the above-mentioned temporary regimes, the contribution will therefore review the most profound reflections that the emergency situation, which is indeed persistent due to the current geopolitical situation, has been stimulating, in the light of the most recent regulatory developments. Finally, particular attention will be given to the transformations induced by the – now normalised – emergency on the internal level of corporate governance.

The study maps the sustainability emergence initiated by the exceptional corporate regimes, which – starting from special rules and the suspension of ordinary rules – have stimulated a greater consideration, at normative level, of businesses’ social responsibility. As will be shown, this new regulatory trend is directly linked to two main trajectories that have been consolidated in the wake of the health crisis: the digital transformation of business and the relevance – no longer deferrable – of social interests summarised in the formula ESG.

Keywords: Emergency – ESG – Corporate governance – Due Diligence – Sustainability – Insolvency – Horizontal Agreements – Inside Information – Non Financial Information – Digitalisation.

1. Premesse e delineazione dell’oggetto d’indagine: il diritto d’impre­sa e l’emergenza della sostenibilità

La straordinarietà della pandemia da Covid-19 ha innescato a livello globale l’attuazione di misure economiche e di riforme giuridiche altrettanto straordinarie. A livello europeo, il carattere di eccezionalità degli interventi normativi ha innanzitutto riguardato la varietà delle risposte regolatorie poste in essere dagli Stati membri per fronteggiare l’emergenza sanitaria. La pluralità delle riforme proposte è dipesa, in prima battuta, dalle diverse priorità che gli Stati membri hanno perseguito, in corrispondenza delle diverse declinazioni politiche.

Il variegato quadro giuridico in materia di emergenza sanitaria ha dato vita a quella che è stata definita una vera e propria “concorrenza regolatoria” [1] tra ordinamenti, che appare una particolare e ulteriore manifestazione delle più generali derive autarchiche innescate, o forse semplicemente accelerate, dalla crisi sanitaria [2].

Pur nella varietà degli interventi attuati, la radice comune delle soluzioni elaborate dagli Stati europei è da rinvenirsi nella mediazione tra obiettivi di protezione della vita e salute umana da un lato e dell’efficienza economica dall’altro. Le misure di contenimento del lock-down hanno posto le imprese sotto la pressione di enormi costi e perdite, che la “normazione d’urgenza” ha inteso lenire, nell’ottica di un superamento costruttivo delle calamità economiche sofferte.

In questa prospettiva, il diritto d’impresa a tutto tondo è stato uno dei loci naturales degli interventi regolatori innescati dall’emergenza, con l’obiettivo di impedire o almeno rallentare l’aggravarsi delle conseguenze economiche sulle imprese [3]. Ciò è avvenuto lungo due principali linee di intervento volte da un lato a garantire una base di liquidità alle imprese in costanza di emergenza e dall’altro ad alleggerire gli obblighi a cui le medesime imprese sottostanno.

Sotto il primo profilo, la Commissione europea ha pubblicato due comunicazioni relative alle conseguenze economiche del Covid-19. In una prima comunicazione relativa a un approccio economico coordinato per fronteggiare la situazione di emergenza, la Commissione ha annunciato una serie di misure di liquidità sulle quali gli Stati Membri avrebbero potuto fare leva senza incorrere nella violazione del divieto di aiuti di stato [4]. Si è trattato principalmente di misure tese alla tempestiva raccolta delle linee di credito e alla agevolazione dell’acqui­sto di mezzi per reagire alla crisi e porre le premesse della ripartenza. In linea con la prima, una seconda Comunicazione ha fornito un quadro temporaneo di aiuti di stato, rivedendo e ampliando le norme in materia di aiuti di stato [5].

Nell’intenzione del legislatore europeo, queste misure di liquidità dovevano essere attentamente commisurate all’obiettivo finale di (ri)acquisto di una solidità finanziaria che scongiurando derive di evaporazione, si attualizzasse in una patrimonializzazione a medio e lungo termine [6].

Per quanto concerne il secondo profilo relativo al carico di obblighi gravanti sulle imprese, e in particolare agli obblighi derivanti dalla disciplina sulla crisi d’impresa, la Conference on European Restructuring and Insolvency Law (CERIL) ha affermato come le vigenti normative in materia di insolvenza non predisponessero strumenti adeguati per la gestione della diffusa situazione di crisi generatasi in costanza di epidemia, rendendosi dunque opportuno un intervento da parte dei legislatori nazionali [7].

Al di là delle misure volte a contenere i pregiudizi economici subiti dalle imprese e direttamente volti a garantirne (ove possibile) una sopravvivenza, la riforma stimolata dall’emergenza sul piano del diritto d’impresa si fa più profonda e tocca, alla radice, alcuni principi cardine del sistema [8]. In questa prospettiva, in particolare, la crisi sanitaria ha posto i riflettori sulla relazione tra attività di impresa e più ampi valori sociali, come la tutela della vita e della salute dei cittadini. Lo scoppio della pandemia da Covid-19 ha messo in luce la responsabilità “sociale” delle imprese rispetto al perseguimento di ..


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