fellegara

home / Archivio / Fascicolo / Profili interdisciplinari, ..


Profili interdisciplinari, attualità e prospettive dell'amministrazione giudiziaria di beni e aziende

Francesco Menditto, Procuratore della Repubblica di Tivoli

Vengono pubblicati gli atti del Convegno dedicato all’amministrazione giudiziaria di beni e di aziende tenuto a Roma il 20 novembre 2020 presso la LUISS – School of Law.

In tale occasione è stato presentato il volume di Andrea Palazzolo dal titolo “L’impresa in amministrazione giudiziaria tra Stato e mercato. Disciplina settoriale e diritto comune”, edito all’interno della collana Diritto dell’Economia, da Giappichelli, Torino, 2020

PAROLE CHIAVE: amministrazione giudiziaria - societÓ - azienda

Interdisciplinary aspects, actuality and perspectives of the judicial administration of firms and assets

The acts of the Convention on the judicial administration of firms and assets held in Rome, at the Luiss – School or Law, will be published hereafter.

During the Convention, Andrea Palazzolo’s volume entitled “L’impresa in amministratore giudiziaria tra Stato e Mercato. Disciplina settoriale e diritto commune” (“The entrerprise subject to judicial administration between State and Market. Sectoral discipline and ordinary law”), published in the collection “Diritto dell’Economia” by Giappichelli Editor, Turin, 2020, was presented.

Il coordinamento dei lavori del convegno in cui si presenta il volume di Andrea Palazzolo “L’impresa in amministrazione giudiziaria tra Stato e mercato. Disciplina settoriale e diritto comune mi offre l’occasione di porre in risalto alcuni temi di particolare interesse per chi si confronta – come operatore o come studioso – con gli istituti di contrasto all’accumulazione illecita dei patrimoni che richiedono una corretta e incisiva amministrazione giudiziaria delle aziende sequestrate.

Vengono in rilievo temi in cui sono plurime le interazioni tra la materia penale (che comprende le misure di prevenzione) e gli altri rami del diritto e si registra, spesso, la difficoltà di coniugare l’amministrazione giudiziaria – ove è necessario risolvere una pluralità di casi concreti – con i principi e la normativa del diritto commerciale, societario e fallimentare.

Talvolta si nota un contrasto tra le esigenze di carattere pratico e la funzione di legalizzazione dell’azienda, con cui si deve confrontare chi opera nell’ambito dell’amministrazione giudiziaria, e il contenuto di norme speciali (d.lgs. n. 159/2011) o la loro assenza, e si avverte la difficoltà di armonizzare le diverse discipline e di enucleare principi generali utili per risolvere le fattispecie concrete.

Si tratta di argomenti che nel passato impegnavano solo gli operatori del settore, a partire dai magistrati (in particolare delle sezioni misure di prevenzione), e i (pochi) professionisti che assumevano l’incarico di amministratore giudiziario. Col progressivo incremento dell’azione patrimoniale (penale e di prevenzione) finalizzata a sequestri e confische dei patrimoni illeciti, col conseguente aumento delle amministrazioni giudiziarie e dei conflitti coi giudici della cognizione civile, dell’esecuzione civile e del rito fallimentare, si assiste oggi, finalmente, a un reale interesse dell’Avvocatura e dell’Accademia a questi temi, consentendo plurime occasioni di confronto e di approfondimento scientifico.

Si coglie l’impegno di A. Palazzolo di approfondire gli aspetti di carattere generale e di calarli nella realtà operativa, con l’obiettivo di armonizzare il diritto comune e quello speciale, attraverso il costante riferimento a istituti propri del diritto commerciale che vengono adattati alla normativa di settore attraverso un costante richiamo all’interesse pubblico che consente il sacrificio di interessi privati.

Il punto di vista offerto è di particolare interesse per un penalista che, praticando questi temi da lungo tempo (già nel 1996 ero Giudice della Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Napoli), si è spesso trovato, nel passato, a contrastare le argomentazioni dei giudici fallimentari, del diritto societario e dell’esecuzione civile e degli studiosi di queste materie che non riconoscevano gli effetti della prevalenze dei provvedimenti di sequestro di aziende e/o quote di partecipazioni societarie. La contesa giurisprudenziale, che ha visto anche contrasti tra le sezioni civili e penali della Corte di cassazione (ad esempio, in tema di effetti della confisca sui diritti reali di garanzia) e scientifica è stata spesso risolta dal legislatore che ha gradualmente accolto le interpretazioni che hanno riconosciuto la prevalenza all’interesse pubblico di cui è portatore il provvedimento di sequestro penale o di prevenzione (e la fase dell’ammini­strazione giudiziaria). È la soluzione adottata dal Codice antimafia che nel 2011 ha dato coerenza alla regolamentazione prevedendo: l’acquisizione a titolo originario del bene confiscato (mobile, immobile, azienda e partecipazioni societarie), la sospensione delle azioni esecutive; la disciplina dei rapporti in corso e dei diritti dei creditori (muniti o meno di diritti reali di garanzia) attraverso una specifica normativa in cui prevale costantemente l’interesse pubblico, ad esempio consentendo il recupero del credito (peraltro in misura non superiore al 60%) solo in presenza di determinati presupposti, a partire dal riconoscimento della buona fede; la prevalenza del sequestro sul concomitante fallimento. La gestione delle partecipazioni societarie maggioritarie è agevolata, superando la normativa codicistica, prevedendo all’art. 41, comma 6, su cui si tornerà oltre, che l’amministratore giudiziario convoca l’assemblea per la sostituzione del legale rappresentante.

Il tessuto normativo è stato arricchito con la l. n. 161/2017 che ha modificato il Codice Antimafia in numerose parti introducendo numerose norme spe­ciali dirette a risolvere temi ..


» Leggi l'intero articolo.


  • Giappichelli Social