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Segnalazioni di diritto tributario

a cura di Giovanni Consolo e Carlotta Sgattoni

Indicazioni applicative e interpretative

Giurisprudenza

Legittimità costituzionale della clausola antiabuso prevista per l’imposta di registro dall’art. 20, d.P.R. n. 131/1986 – Con la sentenza del 16 marzo 2021, n. 39, la Corte costituzionale ha ribadito la legittimità, rispetto agli artt. 3 e 53 Cost., dell’art. 20, d.P.R. n. 131/1986, come modificato dagli artt. 1, co. 87, lett. a), num. 1 e 2, L. n. 205/2017, e 1, co. 1084, L. n. 145/2018, con il quale è stata disposta, con espressa valenza retroattiva, l’applicazione dell’imposta di registro secondo la sostanza giuridica dell’atto presentato alla registrazione, valutata unicamente sulla base degli elementi desumibili dall’atto stesso, prescindendo, quindi, da ogni elemento extratestuale e dagli eventuali atti collegati. Invero, i giudici, richiamando la recente Sentenza 21 luglio 2020, n. 158, della stessa Corte costituzionale, hanno statuito che la legittimità di un intervento legislativo che attribuisca forza retroattiva ad una “genuina norma di sistema” non è contestabile nemmeno quando sia determinato “dall’intento di rimediare a un’opzione interpretativa consolidata nella giurisprudenza (anche di legittimità) che si è sviluppata in senso divergente dalla linea di politica del diritto giudicata più opportuna dal legislatore”.

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pronuncia_39_2021.pdf

L’Amministrazione finanziaria può eccepire la compensazione anche in mancanza di un atto di fermo o sospensione – Con la sentenza del 9 marzo 2021, n. 6395, la Corte di Cassazione ha sancito il principio secondo il quale, nei giudizi aventi ad oggetto il diniego espresso o tacito ad istanza di rimborso, l’eccezione di compensazione del controcredito vantato dall’Amministrazione finanziaria opposta per la prima volta in giudizio è legittima ed ammissibile, ai sensi degli artt. 23 e 57, D.lgs. n. 546/1992, anche laddove la stessa non abbia adottato alcun provvedimento di fermo o di sospensione del rimborso. Difatti, a parere dei giudici, la rituale e tempestiva proposizione di tale eccezione non implica l’am­pliamento del thema decidendum del giudizio, circostanza che la renderebbe altrimenti inammissibile ai sensi delle disposizioni citate.

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xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20210309/snciv@s50@a2021@n06395@tS.clean.pdf.

Prassi

Il trasferimento mortis causa dei titoli da un mandato fiduciario cointestato ad un portafoglio amministrato intestato ad uno solo dei depositari originari non rappresenta una cessione a titolo oneroso – Con la Risposta a istanza di interpello dell’8 marzo 2021, n. 159, l’Agenzia delle entrate, richiamando la Risoluzione 24 luglio 2001, n. 120/E, ha affermato che, nell’ambito di un mandato fiduciario cointestato tra coniugi, il trasferimento mortis causa della parte di titoli, quote o certificati di proprietà del coniuge deceduto dal mandato cointestato al deposito in regime di risparmio amministrato intestato al solo coniuge superstite non costituisce cessione a titolo oneroso ai fini degli artt. 5 e 6, D.lgs. n. 461/1997, e non sconta, quindi, l’imposta sostitutiva pari al 26 per cento su ciascuna plusvalenza realizzata ai sensi delle lettere c), c-bis) e c-ter), co. 1, art. 67, t.u.i.r. Infatti, sebbene l’ipotesi di trasferimento di titoli, quote o certificati da un dossier cointestato ad un dossier intestato ad uno solo dei depositari originari costituisca, in generale, una fattispecie rilevante ai fini dell’art. 6, co. 6, citato, lo stesso non può valere nel particolare caso esaminato dall’Ufficio, posto che il cambio di intestazione non deriva in tal caso da una manifestazione di volontà del coniuge superstite, ma è conseguenza della morte dell’altro cointestatario.

Il documento è reperibile al seguente link: https://www.agenziaentrate.gov.it/
portale/documents/20143/0/Risposta_159_08.03.2021.pdf/9fbb7d6c-928e-0641-e1fe-1072f84a4c43.

 

Indicazioni applicative e interpretative

Prassi

Sono rilevanti ai fini IVA le somme corrisposte in base ad accordi transattivi – Con la Risposta ad istanza di interpello del 3 marzo 2021, n. 145, l’Agenzia delle entrate ha precisato che le somme ..


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