argomento: Giurisprudenza - DIRITTO TRIBUTARIO
Con sentenza del 15 aprile 2026, n. 9629, la Corte di Cassazione ha chiarito che, ai fini dell’applicazione della pex, la plusvalenza esente si calcola senza considerare, nella determinazione del costo fiscale della partecipazione ceduta, le erogazioni in conto futuro aumento di capitale effettuate dal socio in favore della società, subordinate all’adozione della delibera di aumento del capitale entro un determinato termine. Tali erogazioni, infatti, configurano un aumento di capitale potenziale, destinato a consolidarsi soltanto con la delibera di aumento, con la conseguenza che, in assenza di tale delibera, il socio ha diritto alla restituzione delle somme versate, per sopravvenuta carenza della causa giustificativa dell’attribuzione eseguita in favore della società. In ragione di ciò, la Corte Suprema ha concluso che tale versamento è irrilevante ai fini della determinazione del costo fiscale della partecipazione ceduta.
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