argomento: Giurisprudenza - DIRITTO TRIBUTARIO
Con sentenza del 5 giugno 2026, n. 18155, la Corte di Cassazione ha chiarito che, nell’ambito del recupero del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo, l’Agenzia delle Entrate non è obbligata a richiedere il parere tecnico preventivo del MISE (oggi MIMIT) previsto dall’art. 8 del D.M. 27 maggio 2015. Secondo la Corte Suprema, l’utilizzo del verbo “può” nella disposizione citata indica che la richiesta del parere costituisce una mera “facoltà suscettibile di essere attivata dall’Amministrazione finanziaria qualora risultino necessarie valutazioni di carattere tecnico”. Infine, i giudici di legittimità hanno escluso che tale assetto normativo incida sul diritto di difesa del contribuente, “perché è naturalmente a lui consentito dimostrare anche giudizialmente il proprio diritto a conseguire il credito d'imposta, indipendentemente dall'acquisizione del parere del MISE da parte dell'Ente impositore ed anche dal suo eventuale contenuto”.
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