CORSO DI PREPARAZIONE PER DOTTORE COMMERCIALISTA

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L'esenzione dalla revocatoria dei pagamenti di beni e servizi ...

La relazione illustra alcuni profili ritenuti rilevanti quali strumenti interpretativi della disciplina dell’esenzione dalla revocatoria al fine di trarre da essi elementi di giudizio per risolvere alcuni problemi interpretativi.

PAROLE CHIAVE: esenzione dalla revocatoria - beni e servizi

1. Il dato normativo

L’art. 67, comma 3, lett. a), legge fall. prevede, come è noto, l’esenzione dalla revocatoria per i pagamenti di beni e servizi effettuati dall’imprenditore nell’esercizio dell’attività di impresa nei termini d’uso [1].

Il dato letterale offre alcuni elementi sostanzialmente certi, ma presenta anche numerosi e rilevanti profili di dubbio.

Si tratta di una delle numerose esenzioni da revocatoria introdotte dal legislatore in occasione delle recenti riforme in materia fallimentare.

La disposizione ora richiamata non contiene alcun riferimento al profilo soggettivo, ma riconduce la fattispecie esclusivamente a profili di carattere og­gettivo: pertanto non assume rilevanza la conoscenza (o la non conoscenza) da parte del fornitore dello stato di insolvenza dell’imprenditore.

L’esenzione ha per oggetto, sempre in conformità al dato testuale, i pagamenti di beni o servizi.

Inoltre il legislatore prevede un necessario collegamento tra essi e l’e­ser­cizio dell’impresa: vengono, infatti, in considerazione, come si è già osservato, i pagamenti di beni e servizi effettuati dall’imprenditore nell’esercizio del­l’attività di impresa. Alla luce di tale dato normativo assume rilevanza e­sclu­sivamente il carattere strumentale del pagamento dei beni o dei servizi e quindi di questi ultimi rispetto all’esercizio dell’impresa, verificabile oggettivamente con un giudizio ex ante.

Da ciò consegue che, per contro, non rileva ai fini dell’esenzione da revocatoria l’effettiva utilizzazione dei beni e dei servizi nell’esercizio dell’attività di impresa. Pertanto, purché si tratti di fattori produttivi, la circostanza che non vengano utilizzati o siano effettivamente utilizzati in altri contesti (per e­sempio, a fini personali o per attività di imprese differenti) non costituisce e­lemento impeditivo dell’applicazione dell’esenzione.

Parimenti – e la circostanza mi pare che debba essere particolarmente sottolineata – non viene in considerazione, nel dettato normativo, il fatto che si tratti di beni o servizi utili o che addirittura la loro acquisizione abbia arrecato un pregiudizio ai creditori, consentendo la continuazione dell’attività di impresa con aggravamento dell’insolvenza.

La disposizione prevede infine che i pagamenti di beni e servizi esonerati dalla revocatoria siano stati effettuati dall’imprenditore non solo nell’esercizio dell’impresa, ma anche nei termini d’uso. La formula usata dal legislatore ha dato molto “filo da torcere” ai commentatori ed alle non numerose pronunce sul punto. In effetti non è chiaro in primo luogo a quale elemento della fattispecie di esenzione delineata dal legislatore si riferisca la formula in questione.

Come pure dubbio è il contenuto della medesima e quindi che cosa debba intendersi sia con la parola “termini” sia con l’espressione “d’uso”.

In dottrina si è suggerito di riferire la formula ai beni o ai servizi, all’e­sercizio dell’attività di impresa o ai pagamenti [2].

La prima interpretazione non pare coerente con lo stesso dato letterale: secondo quest’ultima, il legislatore avrebbe, nel descrivere la fattispecie, usato l’e­spressione “beni e servizi effettuati nei termini d’uso”, ma, così ricostruita, la parola “effettuati” potrebbe essere riferita ai servizi, ma non si adatta ai beni.

Una seconda interpretazione, come si è osservato, collega i “termini d’uso” all’esercizio dell’attività di impresa [3]. Tale accostamento appare conforme al dato letterale, ove appunto la formula termini d’uso è immediatamente successiva all’espressione “nell’esercizio dell’attività di impresa”. Inoltre si tratta di una lettura omogenea con l’indicazione risultante dall’esame dei lavori preparatori della riforma. Infine, ed ovviamente è l’elemento più significativo, l’in­terpretazione proposta può sembrare coerente con la struttura dell’esen­zione, individuando un limite al collegamento tra l’acquisizione di beni e servizi e l’esercizio dell’im­presa. In tale prospettiva il senso della formula appare sostanzialmente univoco e fa riferimento all’ordinario bisogno dell’imprendi­tore e ..


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