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Tanto tuonò che piovve: la reintroduzione del controllo giudiziario nella s.r.l.*

Sabrina Masturzi, Ricercatore confermato di Diritto commerciale – Dipartimento di Economia e Giurisprudenza, Università di Cassino e del Lazio meridionale.

La reintroduzione del 2409 c.c. nella disciplina della s.r.l., unitamente alle altre modifiche apportate dal Codice della crisi al sistema dei controlli interni alle società di capitali, sono senza dubbio espressione del riconoscimento della sostanziale insufficienza e inadeguatezza del sistema dei controlli e dei rimedi approntati con la riforma del 2003, che autorevole dottrina aveva ininterrottamente e tenacemente denunziato auspicando un ripensamento del legislatore; la circostanza che l’occa­sione di tali modifiche sia stata la riforma delle procedure concorsuali è particolarmente significativa della constatata insopportabilità di tale inadeguatezza soprattutto nelle situazioni in cui è particolarmente urgente contrastare e risolvere efficacemente le situazioni di crisi dell’impresa e tuttavia l’organo amministrativo palesi la propria incapacità manageriale o, peggio, un indolente immobilismo.

Richiamando il titolo di questa giornata di studio, alla luce delle considerazioni espresse credo possa concludersi che la reintroduzione dell’istituto del controllo giudiziario nella disciplina della s.r.l. sia, sì, un ritorno, ma di quelli che non generano, ma piuttosto contribuiscono a risolvere o, almeno, a meglio gestire, problemi societari.

PAROLE CHIAVE: s.r.l. - controllo giudiziario - crisi dĺimpresa

The reintroduction of judicial control in the Limited liability companies

The reintroduction of 2409 c.c. in the discipline of the Limited liability companies, together with the other changes brought by the Crisis Code to the internal control system of corporations, are undoubtedly the expression of the recognition of the substantial insufficiency and inadequacy of the system of controls and remedies prepared by the 2003 reform; the fact that the occasion of these changes has been the reform of the insolvency procedures is particularly significant in the ascertained unbearability of this inadequacy especially in situations where it is particularly urgent to contrast and effectively resolve the crisis situations of the company and yet directors reveal its managerial incapacity, or worse, an indolent immobility.

Recalling the title of this study day, the reintroduction of the institution of judicial control in the discipline of the Limited liability companies represents a return which does not generate, but rather contributes to solving or, at least, to better managing, corporate problems.

KEYWORDSJudicial control – companies crisis.

1. Premessa

Come è noto, la tradizione attribuisce la citazione che compare nel titolo di questo intervento a Socrate e racconta che un giorno il filosofo stesse dialogando con un suo allievo allorquando la moglie Santippe iniziò a inveire contro di lui per poi affacciarsi alla finestra gettandogli una brocca d’acqua sulla testa; Socrate, come sempre imperturbabile, pronunciò la famosa frase che è oggi comunemente utilizzata per alludere al verificarsi di un evento atteso da tempo: quello che, nel rinnovato sistema dei controlli interni al modello della s.r.l., è a mio avviso rappresentato dalla reintroduzione dell’istituto del controllo giudiziario ex art. 2409 c.c. nel modello capitalistico “minore”.

Il tema, che vorrei trattare ripercorrendo brevemente il dibattito animato dalla scelta del riformatore del diritto delle società di capitali del 2003 di espungere l’istituto dalla disciplina del modello capitalistico “minore”, impone di indagare le ragioni che ne hanno determinato il reinserimento, quindi il contesto normativo che lo ha ispirato, onde poi analizzarne le ricadute sistematiche: in coerenza col tema del convegno che ospita questo intervento, è infatti opportuno verificare se tale scelta, oltre a segnare un ritorno al passato, vada nella direzione di generare o, piuttosto, in quella di risolvere (o, almeno, meglio gestire) le questioni societarie che hanno suggerito la modifica.

2. La soppressione del controllo giudiziario dal modello delle s.r.l. nella riforma del 2003

La disciplina del controllo giudiziario uscita dalla riforma del 2003 esprimeva il convincimento, frutto di un’ideologia di stampo marcatamente liberista orientata a non confidare su interventi autoritari di organi dello Stato, che l’in­tervento del giudice nelle vicende dell’impresa fosse più pericoloso che utile [1]. La diffidenza verso l’istituto, che originò le modifiche apportate alla regolazione dell’istituto nel modello azionario, si legava ai penetranti poteri di ingerenza nella gestione dell’impresa esercitabili mediante l’adozione di una molteplicità indeterminata di opportuni provvedimenti provvisori e la nomina di un amministratore giudiziario. Con riferimento al modello “minore”, la scelta di espungere l’istituto fu, invece, letta come espressione dell’intento, attuato in diversi ambiti disciplinari compreso quello dei controlli sulla gestione, di emancipare la disciplina della s.r.l. da quella della s.p.a. [2].

Pur mancando un espresso rinvio alla disciplina dell’istituto nel modello azionario e la menzione della s.r.l. nell’art. 92 disp. att. c.c., anche dopo l’in­tervento della Corte costituzionale del 2005 che ebbe a dichiarare l’infonda­tezza della questione di legittimità dell’art. 2476, comma 3, c.c., con riferimento agli artt. 3 e 76 Cost. [3], parte della dottrina e della giurisprudenza, criticando tenacemente la scelta dell’allora legislatore, sostennerol’applicabilità del controllo giudiziario (almeno) alle s.r.l. nelle quali la nomina dell’organo sindacale fosse obbligatoria [4], tenuto anche conto del rinvio operato dall’art. 2477, comma 5, c.c., alla disciplina del collegio sindacale di s.p.a., che, come noto, culmina proprio con l’art. 2409 c.c. [5].

Le argomentazioni a sostegno di tale posizione, tutte protese a smentire la surrogabilità dell’istituto del controllo giudiziario con gli strumenti d’ispezio­ne e di controllo riconosciuti al singolo socio di s.r.l., evidenziavano che a quest’ultimo erariconosciuto un potere, non imposto un dovere, di attivarsi, tanto per acquisire informazioni quanto per far revocare in via d’urgenza chi male amministri; nonché il differente esito, quindi anche diseguale funzione, dei due strumenti. La pretesa alternatività tra il controllo individuale e quello giudiziario cedeva, infatti, di fronte alle ferme obiezioni per cui:

  1. solo il procedimento giudiziario è destinato «a porsi come strumento di ripristino del corretto funzionamento di un organismo societario incapace di trovare al suo interno forza e volontà per rispettare le regole del gioco»[6], e prevede poteri di indagine del tribunale e dei suoi ausiliari indubbiamente più ampi e incisivi di quelli riconosciuti al singolo;
  2. il rimedio dell’azione individuale di responsabilità, oltre a richiedere ..


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