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Il socio di s.r.l. privo del diritto di voto ...

Il legislatore ha recentemente consentito alle s.r.l. P.M.I. di offrire al pubblico le proprie partecipazioni in particolare tramite il crowdfunding e di emettere partecipazioni prive del diritto di voto. E' oggetto di esame la disciplina applicabile ai soci titolari di essa alla luce, per le società aperte, delle norme dettate per la s.p.a. e per la s.p.a. quotata.

PAROLE CHIAVE: diritto di voto

1. Premessa

Il d.l. 24 aprile 2017, n. 50, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 aprile 2017, n. 95 e contenente misure urgenti per lo sviluppo, al comma 1 dell’art. 57, denominato “Attrazione per gli investimenti”, dispone: «all’arti­colo 26, commi 2, 5 e 6, del decreto – legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, le parole: “start-up innovative” e “start-up innovativa”, ovunque ricorrano, sono sostituite dalla seguente: “PMI”».

La norma è stata convertita senza modificazioni dalla legge del 21 giugno 2017, n. 96 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 23 giugno 2017, n. 144).

I tre commi richiamati, relativi alle deroghe al diritto societario previste per le s.r.l. start-up innovative, a seguito di tale intervento, hanno oggi il seguente contenuto:

– comma 2: «l’atto costitutivo della P.M.I. costituita in forma di s.r.l. può creare categorie di quote fornite di diritti diversi e, nei limiti imposti dalla legge, può liberamente determinare il contenuto delle varie categorie anche in deroga a quanto previsto dall’art. 2468, commi secondo e terzo, del codice civile»;

– comma 5: «in deroga a quanto previsto dall’art. 2468, comma primo, del codice civile, le quote di partecipazione in P.M.I. costituite in forma di s.r.l. possono costituire oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari, anche attraverso i portali per la raccolta di capitali di cui all’art. 30 del presente decreto [d.l. 18 ottobre 2012, n. 179], nei limiti previsti dalle leggi speciali»;

– comma 6: «nelle P.M.I. costituite in forma di s.r.l., il divieto di operazioni sulle proprie partecipazioni stabilito dall’art. 2474 del codice civile non trova applicazione qualora l’operazione sia compiuta in attuazione di piani di incentivazione che prevedano l’assegnazione di quote di partecipazione a dipendenti, collaboratori o componenti dell’organo amministrativo, prestatori di opera e servizi anche professionali».

Come si evince dalle disposizioni ora riprodotte, le nuove regole concernono le s.r.l. qualificabili come P.M.I. e quindi con un numero di dipendenti inferiore a 250 ed un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro o, alternativamente, un totale di bilancio non superiore a 43 milioni di euro. Come è facile constatare, si tratta del maggior numero delle s.r.l. Queste ultime possono quindi emettere categorie di quote fornite di diritti diversi, offrirle al pubblico anche attraverso la tecnica del crowdfunding [1], acquistare proprie partecipazioni nell’ottica della formulazione di piani di incentivazione [2].

Con radicale modificazione dei connotati tipologici la s.r.l., o quasi tutte le s.r.l., quelle P.M.I. possono quindi essere configurate come società aperte con partecipazioni diffuse tra il pubblico [3]. Inoltre, come si è già osservato, anche in deroga alla regola della proporzionalità tra diritti e partecipazioni ed alle disposizioni in tema di diritti particolari, hanno la facoltà di creare categorie di quote fornite di diritti diversi.

Con una norma di contenuto estremamente stringato, che semplicemente modifica un’espressione, è stata pertanto introdotta una variazione profonda dell’intero sistema delle società di capitali e forse in prospettiva una novità rilevante per la vita delle società.

Oggi pertanto accanto alle s.p.a. chiuse o aperte si possono riscontrare anche s.r.l. chiuse o aperte. Con un’inversione di prospettive: la s.p.a. aperta deve superare determinate soglie; la s.r.l. aperta non può superarle. In altre parole, la s.p.a. aperta è tendenzialmente una “grande” impresa; la s.r.l. aperta è una piccola – media impresa. Inoltre il legislatore ha inserito le P.M.I. aperte nel contesto non solo della s.p.a., ma anche della s.r.l., tipo funzionale alle società chiuse, senza dettare alcuna disciplina esclusivamente riconducibile al carattere aperto.

La possibilità di creare categorie di quote vale anche per le s.r.l. chiuse. Infatti il dato letterale non distingue tra queste ultime e le s.r.l. aperte. Le stesse clausole contenute nel modello standard di s.r.l. start-up innovativa (applicabili nel caso in cui si intenda ricorrere alla costituzione con atto sottoscritto con ..


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