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Il contenuto degli assetti organizzativi, amministrativi e contabili nelle società di persone

Giulia Garesio, Dottoranda di ricerca presso l’Università di Torino

Nell’articolo si propongono alcune possibili declinazioni degli assetti organizzativi, amministrativi e contabili nelle società di persone, espressamente imposti dal rinvio all’art. 2086, secondo comma, c.c., contenuto nell’art. 2257, primo comma, c.c., il quale, sebbene abbia innestato il seme della procedimentalizzazione nei tipi personali, sinora connotati da ampia flessibilità e minima formalità, offre parimenti uno strumento che dovrebbe consentire il contemperamento tra le contrapposte esigenze, vale a dire il criterio di adeguatezza, da parametrare a natura e dimensioni del­l’impresa.

The content of organizational, administrative and accounting structures in partnerships

The article proposes some possible configurations of organizational, administrative and accounting structures in partnerships, as art. 2257 Italian Civil Code now refers to art. 2086. Although the latter has transplant proceduralization into partnerships – characterized by ample flexibility and minimal formality – it also offers an instrument that should balance opposing interests, that’s to say adequacy, which has to be parameterized to nature and size of the company.

Keywords: partnership ‒ organizational structures ‒ administrative structures ‒accounting structures ‒ adequacy.

1. Premessa

In forza del rinvio operato dall’art. 2257, primo comma, c.c., all’art. 2086, secondo comma, c.c. [1], il legislatore ha imposto agli amministratori di società di persone di istituire “un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa”, il quale deve ora essere finalizzato anche alla “rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale [2], alla cui emersione consegue l’obbligo di “attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale [3].

Come è stato rilevato [4], si tratta di innovazioni “obiettivamente epocali per le società di persone”, le quali “dal 1942 ad oggi non sono mai state così direttamente interessate da riforme”, stante la portata delle modifiche introdotte dal legislatore nel 2019, potenzialmente dirompenti in una prospettiva operativa ed in grado di minare alle fondamenta alcuni dei connotati che sinora hanno caratterizzato l’amministrazione delle società personali [5].

In questo contesto, il legislatore ha paracadutato l’obbligo – inderogabile [6] – di predisporre assetti organizzativi, amministrativi e contabili [7], vincolandone non tanto il contenuto quanto (almeno parzialmente) le finalità.

Per tentare di contemperare, da un lato, la storica flessibilità che contraddistingue l’amministrazione delle società personali e, dall’altro lato, la più recente necessità di procedimentalizzazione dell’attività imprenditoriale, soccorre utilmente la possibilità di adeguare gli assetti “alla natura e alle dimensioni dell’impresa”, assegnando un ruolo preminente alla nozione stessa di adeguatezza [8].

L’adeguatezza rappresenta così, ex ante, il faro che guida gli amministratori nella definizione delle procedure che, nella specifica realtà societaria, consentono di rispettare il precetto normativo dettato dall’art. 2086, secondo comma, c.c., mentre, ex post, parrebbe divenire il parametro discretivo per valutare l’operato degli amministratori e la sussistenza di loro eventuali responsabilità per danni conseguenti a condotte di mala gestio [9].

Ragion per cui nei paragrafi che seguono si soffermerà l’attenzione dapprima sulla declinazione dei profili cui deve essere commisurata l’adeguatezza degli assetti ai sensi dell’art. 2086, secondo comma, c.c., per poi esaminare, in concreto, il contenuto che questi possono assumere nelle società personali, muovendo dalle indicazioni ‒ ormai consolidate [10] ‒ formulate per gli assetti organizzativi, amministrativi e contabili delle società azionarie, al fine di “evitare il rischio di un pericoloso appiattimento delle regole su modelli in concreto irrealizzabili, perché concepiti avendo quale punto di riferimento realtà completamente differenti [11].

2. L’adeguatezza degli assetti: i parametri costituiti da natura e dimensioni dell’impresa

Gli unici due parametri che il legislatore fornisce al fine di “definire il contenuto del criterio di adeguatezza [12] che deve guidare gli amministratori nell’istituzione degli assetti organizzativi, amministrativi e contabili, sono costituiti dalla natura e dalla dimensione dell’impresa [13].

Parametri che, sinora, sono stati definiti prevalentemente in relazione alle società azionarie, campeggiando già da tempo nella formulazione testuale dell’art. 2381, quinto comma, c.c.: la discriminazione – a grandi linee ‒ è tra società quotate, società operanti in specifici settori o, più in generale, sottoposte al controllo delle Autorità ..


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