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L'etica quale fonte della responsabilità sociale d'impresa

Giuseppe Vertucci, Avvocato in Asti, Assegnista di ricerca in Diritto privato presso l’Università degli Studi di Torino.

In relazione all’attività di impresa, l’adesione ai principi etici è contraddistinta da una duplice multiformità: sul piano dell’estrinsecazione, tra semplice volontarietà, contrattualizzazione, adozione di codici etici e consuetudine; e – conseguentemente – sul piano della sanzione, sociale oppure giuridica, ma sempre potenzialmente impattante a livello patrimoniale.

Le imprese sono dunque chiamate a fronteggiare una nuova responsabilità derivante dalla dimensione etica del mercato, che impone una più consapevole organizzazione dell’attività e un suo più attento controllo, da cui potrebbe derivare una maggiore efficacia delle scelte di gestione e un significativo vantaggio competitivo.

PAROLE CHIAVE: etica - responsabilitÓ sociale dĺimpresa

Ethics as a source of corporate social responsibility

In relation to business activity, the adherence to ethical principles is characterized by a dual multiformity: in terms of expression, amongst simple voluntariness, contractualization, adoption of codes of etichs and custom; and – consequently – on the level of the sanction, social or juridical, but still possibly impacting in the capital level.

Companies are therefore called upon to deal with a new responsibility coming from the ethical dimension of the market, from which a greater effectiveness of management choices and a significant competitive advantage could derive.

KEYWORDS: ethics and business – corporate social responsibility

SOMMARIO:

1. La responsabilità sociale d’impresa e l’adozione dei codici etici. – 2. Brevi cenni sui rapporti tra etica e diritto. – 3. L’impatto dell’etica sull’attività d’impresa: l’efficacia persuasiva e l’ef­ficacia giuridica della regola etica. – 4. Riflessioni conclusive.

1. La responsabilità sociale d’impresa e l’adozione dei codici etici

L’attenzione per il fenomeno della responsabilità sociale d’impresa è da alcuni anni al centro di un crescente dibattito [1], che si alimenta dall’acquisita consapevolezza della irrinunciabilità di una dimensione etica del mercato.

Prima della globalizzazione – e pertanto in un contesto di ristretta territorialità dell’attività imprenditoriale – la responsabilità d’impresa si esauriva nel rischio di biasimo proveniente dagli utenti finali che costituivano il mercato di sbocco dei prodotti dell’imprenditore, mentre oggi con la delocalizzazione dell’attività economica la responsabilità delle imprese si valuta per il suo impatto sulla società civile [2].

La definizione probabilmente più appagante di responsabilità sociale di impresa ci è offerta dal Libro Verde del 2001, secondo cui essa si sostanzierebbe nella volontaria assunzione da parte delle imprese di comportamenti rispettosi degli interessi e dei valori dei vari soggetti del mercato, rilevanti in termini sociali ed ecologici, e che prescindono da prescrizioni di diritto positivo senza tuttavia sostituirvisi [3].

Si è posto in evidenza come la responsabilità sociale di impresa possa concorrere a delineare un modello di governance allargata dell’impresa, capace di contemperare opposte esigenze – quali la tutela degli stakeholders [4] e il perseguimento del profitto –, nell’ambito della moderna globalizzazione dei mercati [5]. A partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso si iniziò ad affermare che i manager non possono rispondere solo agli shareholders, dal momento che la corporation non ha solo obblighi economici e giuridici, gravando su di essa anche responsabilità etiche [6]; da tali elaborazioni si è addivenuti alla nozione di corporate social responsibility [7] basata su di un modello piramidale di quattro elementi, che si riconnettono ad altrettante aspettative cui la corporation deve rispondere e che sono di natura economica, giuridica, etica e discrezionale. Si è progressivamente affermato il convincimento che il radicamento di un’impresa nel mercato e, di conseguenza, il suo successo non può prescindere, quantomeno in una prospettiva di medio e lungo termine, dalla qualità e intensità delle relazioni che è capace di instaurare e mantenere con gli stakeholders e, pertanto, anche dal ruolo e dalla reputazione che l’impresa riesce a conquistare nel contesto sociale ed economico in cui opera.

Senza cedere a enfatizzazioni salvifiche della responsabilità sociale d’im­presa, si ritiene generalmente che possa costituire strumento di concorrenza virtuosa tra imprese, capace di aumentare la competitività e di contribuire a restaurare la fiducia necessaria per una ripresa economica sostenibile [8].

Si tratta di un fenomeno di self regulation delle imprese, sorto nell’ambito del mercato globale e dettato dalla necessità, sempre più avvertita, di contrapporre alla logica del profitto ad ogni costo quella del profitto nel rispetto degli interessi della società civile. Negli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso l’emergere di numerosi scandali che hanno coinvolto varie imprese, soprattutto statunitensi, ha suscitato le reazioni della società civile sempre più attenta e sfiduciata, la quale ha preteso dalle imprese comportamenti più responsabili [9].

Si assiste di conseguenza ad una progressiva adozione di codici etici da parte delle imprese, italiane e straniere, nei quali sono confluite una serie di previsioni dal contenuto più ampio, che vanno da regole cui devono attenersi amministratori e dipendenti nello svolgimento dell’attività d’impresa a ..


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