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Sulla responsabilità per mala gestio nelle società in house: danno patrimoniale e giurisdizione (non) contabile

Clemente Pecoraro. Professore Associato di diritto commerciale presso l’Università degli Studi di Salerno.

In questo lavoro si esamina il tema del giudice competente a decidere sulle azioni di responsabilità contro amministratori di “società in house”.

PAROLE CHIAVE: societÓ in house - responsabilitÓ degli amministratori

Liability for mismanagement of in-house companies: damages and competent court

This paper aims to identify which court is competent in case of claims for civil liability brought against directors of “in-house companies”.

in-house companies – director’s liability for mismanagement

1. Premessa

L’introduzione del d.lgs. 19 agosto 2016, n. 175, e successive modifiche (di seguito t.u.), ha contribuito a creare uno statuto normativo organico delle società a partecipazione pubblica rispetto al quale permangono tuttavia numerosi profili critici. Una delle più gravi opacità ascrivibili al testo definitivamente varato riguarda la definizione della giurisdizione da applicare alle azioni di responsabilità contro amministratori e sindaci di società a partecipazione pubblica.

L’attenzione cade principalmente sul testo della norma contenuta nell’art. 12 – rubricato “Responsabilità degli enti partecipanti e dei componenti degli organi delle società partecipate” – frutto del tentativo di comporre le diverse esigenze emerse nel tracciare il confine tra la giurisdizione civile e quella contabile.

Il tema è stato ampiamente esplorato prima dell’introduzione del t.u. nella misura in cui:

  1. i) per le società partecipate in generale, si professava l’applicazione dello statuto normativo del tipo sociale con il ricorso alle azioni di responsabilità da proporre ai sensi degli artt. 2392 ss. e 2476 c.c. innanzi al tribunale delle imprese;
  2. ii) per le societàin houseproviding, invece, è stata prospettata la sottoposizione di amministratori e sindaci alla responsabilità contabile per l’accerta­mento del danno cd. erariale devoluta alla competenza della Corte dei conti [1].

La contesa sulla giurisdizione si è tuttavia intrecciata con la definizione di aspetti sostanziali concernenti la disciplina della responsabilità di amministratori e sindaci di una società in house, a partire dalla questione riguardante la destinazione del risarcimento [2].

La competenza del giudice contabile è stata normalmente invocata ponendo in correlazione il diritto del soggetto pubblico al risarcimento del danno erariale con la qualificazione in senso pubblicistico del patrimonio in dotazione della società in house [3]. La tesi ha tuttavia legittimato un processo di sostanziale disaggregazione del danno sociale in capo al singolo socio [4]. Un diverso orientamento suggeriva pertanto di ancorare il carattere individuale o sociale del danno alla funzione dello strumento risarcitorio di ripristinare rispettivamente il patrimonio del singolo socio o viceversa quello della società. In omaggio a questa premessa è stata conseguentemente avversata la possibilità di assegnare direttamente al socio pubblico il controvalore del danno provocato alla società, in quanto distrazione di una frazione del patrimonio sociale dal vincolo di destinazione – sia produttivistico sia di garanzia – previsto dalla normativa societaria [5].

L’esame della questione processuale ha pertanto portato a spostare l’atten­zione sulla qualificazione del danno cagionato alla società preposta alla gestione di affidamenti diretti, inteso al pari di un danno accusato dal patrimonio sociale (tesi c.d. privatistica) o viceversa quale danno subito invece dal patrimonio pubblico del socio, ancorché separato e dedicato allo svolgimento dell’attività di autoproduzione (tesi c.d. pubblicistica).

2. La giurisdizione secondo il testo unico. Innovazioni ed ambiguità dell’art. 12 t.u.

L’emanazione del t.u. avrebbe potuto rappresentare l’occasione per comporre la questione. Nel solco di un progetto di generale ammodernamento della normativa dedicata alla società a partecipazione pubblica, infatti, si sarebbe potuto selezionare la giurisdizione da invocare sulla base della concorrente definizione dei tratti caratterizzanti la società in house.

La norma che il legislatore si apprestava originariamente ad introdurre pareva del resto radicare la giurisdizione in capo al giudice civile per l’esperi­mento di tutte le azioni di risarcimento del danno sociale. È quanto traspariva dal testo dell’art. 12 licenziato dal Consiglio dei ministri nel gennaio 2016 [6]. Un’interpretazione letterale della norma non avrebbe potuto ragionevolmente mettere in discussione la volontà di porre fuori dalla categoria del ..


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