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Segnalazioni di diritto tributario

a cura di Giovanni Consolo e Federica Famà

Indicazioni applicative e interpretative

Giurisprudenza

Risarcimento del danno conseguente alla cessione di azioni non imponibile se avente ad oggetto un danno emergente – Con la sentenza del 17 febbraio 2022, n. 5275, la Corte di Cassazione ha statuito il principio di diritto secondo cui il risarcimento del danno conseguente alla cessione di azioni a prezzo forzatamente molto ridotto a causa della condotta degli altri soci, che – come accertato dal giudice civile con sentenza definitiva – abbiano deliberato con abuso di maggioranza e, dunque, in violazione dell’art. 1375 c.c. un aumento di capitale illegittimo, può costituire plusvalenza ai sensi degli artt. 67 e 68, d.p.r. n. 917/1986, assoggettabile a tassazione, esclusivamente nell’ipotesi in cui tale cessione, a prescindere dalla situazione soggettiva del disponente, in termini di volontarietà o meno del compimento dell’atto, sia qualificabile come lucro cessante e, quindi, come voce sostitutiva di reddito, restando invece esente in caso di configurabilità del risarcimento come mero danno emergente.

Il documento è reperibili al seguente link:

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20220217/snciv@s50@a2022@n05275@tS.clean.pdf

Impugnabilità del ruolo ai sensi dell’art. 12, d.p.r. n. 602/1973, come modificato dall’art. 3 bis, d.l. n. 146/2021 – Con la sentenza dell’11 febbraio 2022, n. 4526, la Corte di Cassazione ha rimesso al Primo Presidente, per l’eventuale remissione alle Sezioni Unite, la questione relativa alla possibilità per il contribuente, che scopra “occasionalmente” la sussistenza di iscrizioni a ruolo e di cartelle di pagamento, di impugnare direttamente tali atti, prima ancora che gli stessi siano ritualmente notificati. Segnatamente, sebbene la Suprema Corte si sia già espressa sul punto, affermando – con la sentenza Cass., Sez. Un., 2 ottobre 2015, n. 19704 – la possibilità per il contribuente di impugnare il ruolo e la cartella di pagamento dei quali sia venuto a conoscenza grazie all’estratto di ruolo rilasciato su sua richiesta, la questione è divenuta nuovamente rilevante in seguito all’in­troduzione dell’art. 3 bis, d.l. n. 146/2021, avente ad oggetto la “non impugnabilità dell’estratto di ruolo e limiti all’impugnabilità del ruolo”, che ha modificato l’art. 12, d.p.r. n. 602/1973. In ispecie, i giudici remittenti si interrogano – anche alla luce degli aspetti di contrasto, sotto il profilo del diritto di difesa, con la Costituzione e con la CEDU – sulla natura sostanziale o processuale della nuova disposizione e, conseguentemente, sulla possibilità che questa sia suscettibile di applicazione retroattiva.

Il documento è reperibile al seguente link:

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20220211/snciv@s50@a2022@n04526@tI.clean.pdf

Nullità dell’avviso di accertamento notificato all’ex socio per mancata allegazione o, comunque, riproduzione dell’avviso notificato alla società a ristretta base sociale – Con la sentenza del 10 febbraio 2022, n. 4239, la Corte di Cassazione ha affermato che, laddove, tra l’anno di imposta soggetto ad accertamento e il momento della notificazione dell’atto impositivo ad una società a ristretta base sociale, il socio sia receduto dalla compagine sociale, è affetto da nullità l’avviso di accertamento a lui notificato che, pur essendo motivato per relationem, ossia mediante rinvio all’avviso di accertamento indirizzato alla società, manchi della sua allegazione e non ne riproduca il contenuto essenziale. Invero, in tal caso, non può trovare applicazione il diverso orientamento della Suprema Corte – espresso, ad esempio, da Cass. 2 ottobre 2020, n. 21126 – secondo cui l’obbligo di motivazione degli atti impositivi notificati ai soci è soddisfatto anche mediante rinvio per relationem alla motivazione dell’avviso di accertamento riguardante i maggiori redditi accertati in capo alla società, posto che tale orientamento si fonda sulla possibilità, ex art. 2476 c.c., per il socio di consultare la documentazione relativa alla società e, quindi, di prendere visione dell’accerta­mento presupposto, possibilità che non viene però garantita nel caso in cui il socio sia medio tempore receduto dalla società accertata.

Il documento è ..


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