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Analisi della disciplina delle “PMI Innovative”, con specifico riferimento alla normativa europea

Salvatore Caiazza, Dottore magistrale in Giurisprudenza

La disciplina delle Piccole e Medie Imprese Innovative è stata introdotta nell’ordi­namento giuridico italiano con l’obiettivo di permettere alle imprese italiane di far fronte all’inarrestabile processo di innovazione tecnologica e reggere il confronto competitivo con i mercati stranieri. Il presente contributo nasce con l’obiettivo di analizzare la disciplina italiana di recepimento di quella unionale in materia di PMI Innovative: bisogna, infatti, tener presente che quello dell’imprenditoria è, certamente, uno dei settori in cui è maggiore la spinta all’integrazione comunitaria. La presente trattazione si focalizza, da una lato, sull’esame degli aspetti civilistici posti alla base di tale tipologia di imprese e, dall’altro, sull’analisi delle agevolazioni fiscali concesse dal Legislatore italiano, il quale ha voluto incentivare agli investimenti nell’innovazione; non v’è chi non veda, infatti, come il favor dell’ordinamento italiano verso tale tipologia di imprese passi, certamente, attraverso lo sgravio fiscale: rinunciando alla porzione di gettito proveniente da questa categoria di imprese, infatti, il Legislatore consente alle PMI Innovative di avere una maggiore disponibilità di risorse da destinare allo sviluppo delle stesse.

 

Analysis of the regime for “Innovative SMEs”, with specific reference to European Law

The regulation of Innovative Small and Medium Enterprises has been introduced into the Italian legal system with the aim of enabling Italian companies both to cope with the unstoppable process of technological innovation and to compete with foreign markets. This paper aims to analyse the Italian regulations transposing the EU discipline on innovative SMEs. Since entrepreneurship represents a driver behind EU integration, it plays a fundamental role when analysing this Phenomenon. The current discussion focuses on the one hand, on the examination of the civil law aspects from SMEs dimension, on the other hand, it analyses the tax benefits granted by the Italian legislator, who wanted to push investment towards innovation. To do so, this category of enterprises needs to forego a significant portion of revenue in order to enable the legislator to provide innovative SMEs to have a greater availability of resources addressed to R&D.

Keywords: Small and Medium Enterprises – PMI Innovative – Innovative Start-up – Investment Compact – tax benefits – work for equity.

1. Introduzione

Il presente lavoro [1] nasce con l’obiettivo di illustrare la disciplina delle Piccole e Medie Imprese Innovative (definite d’ora in avanti, anche, semplicemente “PMI Innovative”) con specifico riferimento alla normativa unionale delineata, anzitutto, in seno alla Raccomandazione della Commissione Europea del 3 maggio 2003, n. 361 [2] (d’ora in avanti, per brevità, anche “Raccomandazione 2003/361/CE” o la “Raccomandazione”).

A ben vedere, la Raccomandazione in commento delineava le caratteristiche delle sole piccole e medie imprese (di seguito, per brevità, anche semplicemente “PMI”), in via del tutto generale (senza, cioè, un riferimento alle imprese aventi carattere “innovativo”): come si vedrà nel prosieguo della presente analisi, l’elaborazione della disciplina delle Piccole e Medie Imprese Innovative è frutto di un percorso di sviluppo variegato e rappresenta, tra le altre cose, una delle risposte dell’ordinamento italiano alla crisi dei mercati finanziari del 2008 (chiaramente, anche su input delle autorità comunitarie).

Il focus della presente trattazione avrà ad oggetto l’esame dei requisiti che consento l’acquisto dello status [continua..]

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