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Il controllo sulla gestione e "il tempo"

Il controllo sulla gestione da parte dei sindaci può avere per oggetto atti o circostanze anteriori alla loro nomina o, più spesso, circostanze future. Tale controllo incontra i limiti, rispettivamente, della conoscibilità dei fatti del passato e della prevedibilità di quelli futuri. In particolare sono oggetto di esame le modalità di quest’ultima valutazione.

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1. Premessa

Il titolo è sicuramente ermetico e richiede una spiegazione. Come è noto, i “tipi” di controllo sulla gestione sono numerosi ed eterogenei: così, ad esempio, in relazione all’oggetto, possono concernere atti o procedure; in relazione alle modalità, configurarsi come diretti o indiretti; con riguardo ai parametri, avere come punto di riferimento norme di legge, regole statutarie, principi di corretta amministrazione. Un’ulteriore classificazione, forse un poco in ombra, potrebbe essere operata in funzione del “tempo” in cui si colloca l’oggetto del controllo che, oltre a concernere atti o circostanze contestuali, potrebbe riguardare atti o circostanze del passato, anteriori al momento dell’entrata in carica dei sindaci, o anche (spesso) circostanze future.

Quale il comportamento richiesto in tali casi? Quale la diligenza dovuta? E, in particolare, quale il limite della stessa? Tutte domande che ovviamente assumono rilievo nell’ottica del giudizio di responsabilità a carico dei componenti dell’organo di controllo.

È pacifico che i sindaci possono essere responsabili (come gli amministratori) per non aver posto in essere opportuni rimedi rispetto ad atti o fatti del passato, anteriori al momento in cui hanno assunto la carica. Come è pacifico che la loro vigilanza debba tener conto molto spesso di circostanze [continua..]

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