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Il “fallimento per estensione” alla luce del Codice della crisi *

Oreste Cagnasso, Professore emerito di Diritto commerciale presso l’Università di Torino.

Lo scritto esamina l’area del fallimento per estensione dalle sue origini al Codice della Crisi.

The Bankruptcy of the Unlimited Liability Shareholders in the light of the Code of the Crisis

The paper examines the area of the bankruptcy of the unlimited liability shareholder since its origins until the Code of the Crisis.

Keywords: bankruptcy – company – unlimited Liability Shareholders

 

1. Premessa

Come è noto, in conformità alla scelta lessicale accolta dal Codice della crisi, la formula “fallimento per estensione” è sostituita con quella “liquidazio­ne giudiziale dei soci illimitatamente responsabili”. Quest’ultima è sicuramente più complessa e meno espressiva. Infatti la locuzione “fallimento per estensione” evoca in modo immediato l’immagine dell’allargamento della procedura ad altri soggetti, una sorta di “propagazione” del rischio di impresa. L’isti­tuto ha alle spalle una lunga evoluzione storica e soprattutto un’approfondita elaborazione diretta a giustificare tale allargamento e tale propagazione alla luce della posizione assunta dal socio illimitatamente responsabile all’interno, in particolare, delle società di persone [1].

Il fallimento per estensione ha un’origine lontana; era già previsto e disciplinato dal Codice di commercio; dal punto di vista comparatistico è però oggi largamente in declino, come dimostrano gli ordinamenti spagnolo e francese [2]. Tuttavia il Codice della crisi lo ha mantenuto e in qualche misura ne ha ampliato la portata.

Se si esamina l’evoluzione dal Codice di commercio alla legge fallimentare del 1942 alla riforma del 2005-2006 [continua..]

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