Il Nuovo Diritto delle SocietàISSN 2039-6880
G. Giappichelli Editore

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Il pignoramento dell'azienda (di Massimo Cirulli)


L’azienda, in quanto bene mobile immateriale non iscritto in un pubblico registro, concorre a formare il patrimonio responsabile del debitore e può formare oggetto di espropriazione forzata. Si applicano per analogia le norme in materia di esecuzione su quota di società a responsabilità limitata. Il pignoramento si esegue mediante notificazione al debitore ed iscrizione nel registro delle imprese. L’acquirente risponde dei debiti e succede nei crediti e nei contratti relativi all’azienda espropriata. Alla gestione interinale dell’impresa provvede il custode nominato dal giudice dell’esecuzione.

The company’s forced expropriation

The company, as an intangible asset that is not registered in a public register, acts as the holder of the debtor’s assets and may be subject to forced expropriation. The rules on the execution of quota on limited liability companies apply by analogy. The seizure is carried out by means of notification to the debtor and registration in the business register. The buyer is liable for debts and is in the debts and contracts related to the expropriated company. The custodian appointed by the court of execution shall be responsible for the interim management of the enterprise.

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Sommario: 1. Premessa definitoria e metodologica. – 2. Correlazione tra natura giuridica dell’azienda, oggetto e forma del pignoramento. – 3. Le ragioni dell’impignorabilità secondo la dottrina. – 4. Gli argomenti a favore della pignorabilità. – 5. La responsabilità dell’acquirente per i debiti e la successione nei contratti e nei crediti dell’imprenditore espropriato. – 6. La circolazione dell’azienda. – 7. La pubblicità del pignoramento. – 8. La custodia dell’azienda pignorata. 1. Premessa definitoria e metodologica Con l’espressione, ignota ai testi legislativi vigenti, “pignoramento del­l’a­zienda” intendo riferirmi all’atto iniziale del processo di espropriazione forzata avente ad oggetto, in thesi, non i singoli beni (materiali ed immateriali) e crediti aziendali, ma l’intero “complesso dei beni organizzati dall’im­pren­di­to­re per l’esercizio dell’impresa” (così l’art. 2555 c.c. non tanto definisce, quanto descrive l’azienda, la cui natura giuridica è vivamente disputata [1]). In un ordinamento giuridico che sancisce il principio della illimitatezza od universalità della responsabilità patrimoniale del debitore [2] è lecito chiedersi se, anche in difetto di espressa previsione normativa, l’ufficiale giudiziario possa, ad istanza del creditore provvisto di titolo esecutivo e che abbia infruttuosamente notificato il precetto, pignorare uno actu l’azienda ed il relativo contenuto patrimoniale. L’espropriabilità unitaria dell’azienda (o del ramo d’azienda [3]) esige che se ne dimostri la natura di bene in senso giuridico, compreso nel patrimonio responsabile del debitore. Un argomento logico-esegetico in tal senso può evincersi dall’art. 2556 c.c., che prescrive forma e pubblicità dei “contratti che hanno per oggetto il trasferimento della proprietà o il godimento del­l’a­zienda”: proposizione normativa elevabile a premessa minore del sillogismo che, assunta a premessa maggiore la definizione dei beni quali “cose che possono formare oggetto di diritti” (art. 810 c.c.), ne deduce che l’azienda è un bene, in quanto possibile oggetto di diritti reali (proprietà ed usufrutto) e personali (affitto). Si è però autorevolmente negato che l’azienda possa considerarsi una cosa, come tale espropriabile: oggetto del trasferimento considerato dall’art. 2556 c.c. è “il diritto a esercitare l’impresa con i mezzi organizzati dal trasferente” (che infatti perde la qualità di imprenditore, sia pure nei limiti dell’art. 2557 c.c.), “ma questo diritto non è una cosa, né materiale né immateriale” [4]. [continua..]

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