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I principi generali

Oreste Cagnasso

La relazione esamina le innovazioni introdotte in sede di attuazione della nuova direttiva in tema di bilanci con specifico riferimento ai principi generali. In particolare, l’analisi ha ad oggetto il principio di rilevanza e l’impatto di tali regole sui bilanci diversi da quelli ordinari.

General financial reporting principles

The text examines the innovations introduced in the context of the implementation of the new directive on the financial statements different from the ordinary budget.

KEYWORDS: balance sheet – general financial reporting principles – relevance – materiality.

SOMMARIO

1. Premessa. – 2. Il principio della rilevanza. – 3. Il bilancio in forma abbreviata. – 4. Il bilancio delle micro imprese.

1. Premessa

Nell’attuare la nuova direttiva in materia di bilancio il legislatore italiano con riferimento ai principi generali ha innovato in particolare sotto due profili. In primo luogo, è stato introdotto un ulteriore comma nell’art. 2423 c.c., che disciplina il nuovo principio della rilevanza o materiality. In secondo luogo, è stato previsto espressamente il rinvio ai principi generali nell’ambito delle norme dedicate al bilancio in forma abbreviata e di quelle – nuove – dedicate al bilancio delle micro-imprese.

2. Il principio della rilevanza

Il comma quarto dell’art. 2423 c.c. prevede: «non occorre rispettare gli obblighi in tema di rilevazione, valutazione, presentazione e informativa quando la loro osservanza abbia effetti irrilevanti al fine di dare una rappresentazione veritiera e corretta. Rimangono fermi gli obblighi in tema di regolare tenuta delle scritture contabili. Le società illustrano nella nota integrativa i criteri con i quali hanno dato attuazione alla presente disposizione». Tale regola rappresenta un’innovazione dal punto di vista formale, ma non una novità sotto il profilo sostanziale, dal momento che numerose singole norme erano dettate in attuazione di tale principio. Quest’ultimo si collega con l’art. 2621 c.c., relativo alle false comunicazioni sociali, che si riferisce all’e-sposizione o all’omissione di fatti materiali rilevanti. Trova poi riscontro nel principio contenuto nello IAS 1 e in quello dell’OIC 11. Occorre al proposito sottolineare come il venir meno dell’obbligo in tema di rilevazione, valutazione, presentazione e informativa concerni esclusivamente il bilancio, mentre rimane fermo l’obbligo di rilevazione in sede contabile. La rilevanza o l’irrilevanza deve essere riferita non alla singola informazione omessa, ma al loro complesso, tenendo conto non solo di profili quantitativi, ma anche qualitativi. Il discrimen tra le informazioni rilevanti o non costituisce una valutazione che ha delle conseguenze di rilievo, in particolare, sotto il profilo civilistico, in ordine all’eventuale nullità della deliberazione di approvazione del bilancio ed alla responsabilità degli amministratori, sindaci, revisori. Il criterio da utilizzare è quello della ragionevolezza con riferimento all’in-fluenza che può avere l’informazione sulle decisioni dell’utilizzatore del bilancio. Al proposito, il Prof. Bocchini, nell’opera che viene presentata, rileva giustamente che «la ragionevolezza, pur essendo un criterio di collaudata esperienza giuridica in tema di bilanci, in questo caso non sembra usabile agevolmente. E ciò perché la ragionevolezza è predicata alle decisioni di bilancio. Ma si domanda: quali decisioni degli utilizzatori del bilancio l’omessa informazione potrebbe influenzare? Non è agevole rispondere a questa domanda essendo variegato il ventaglio di decisioni per così dire “influenzabili” dall’informazione mancante» (p. 99). Il legislatore, come si è osservato, dispone che la nota integrativa deve motivare la regola, indicandone l’influenza sulla rappresentazione della situazione patrimoniale, finanziaria e del risultato economico. Un possibile correttivo alle incertezze derivanti dall’applicazione del principio in esame potrebbe essere costituito dalla determinazione nella nota integrativa di una soglia quantitativa di rilevanza. A mio avviso il principio di rilevanza più che rappresentare un’ulteriore regola generale da collocare accanto alla chiarezza ed alla rappresentazione veritiera e corretta, costituisce una disposizione che si pone in una differente prospettiva. La chiarezza e la rappresentazione veritiera e corretta individuano obiettivi che il redattore del bilancio deve perseguire e raggiungere con riferimento ad ogni singolo caso concreto. L’applicazione di tali principi ha una funzione, da un lato, integrativa delle regole relative al contenuto dei documenti contabili, imponendo, ove necessario, la presenza di informazioni ulteriori. Ha una funzione derogatoria, imponendo, in presenza di casi eccezionali, di derogare ai criteri di valutazione. I principi ora richiamati hanno altresì la funzione di selezione dei vizi rilevanti, non essendo tali le difformità dalle regole di contenuto e di valutazione che non incidano sull’obiettivo della chiarezza e della rappresentazione veritiera e corretta. Il principio di rilevanza, a mio avviso, esprime tale funzione. In altre parole non si tratta di un principio che ..


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