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Gli amministratori delle sociedades anónimas in Spagna: la nuova disciplina dopo la Ley 31/2014 e il Código de buen gobierno

Riccardo Russo

L’articolo esamina alcune novità del diritto societario spagnolo; in particolare, si sofferma sulla nuova disciplina degli administradores della sociedad anónima.

The directors of sociedades anónimas in Spain: the new rules after Ley 31/2014 and Código de buen gobierno

The paper examines Spanish Corporate Law Reform shortly after the enacting of the Ley 31/2014 and the Código de buen gobierno: in particular, he analyses the new rules on administradores of sociedad anónima.

KEYWORDS: Spain – sociedades anónimas – directors.

1. Premessa. – 2. La nuova responsabilità degli administradores. – 3. La remunerazione degli administradores nelle sociedades cotizadas e no cotizadas: differenze. – 4. Composizione del consejo, ruolo del presidente, del consejero coordinador e del secretario. – 5. La valutazione periodica. – 6. Il ruolo dei comitati. – 7. La Consob e la riforma del diritto societario spagnolo: un primo giudizio positivo.

1. Premessa

In apertura del presente scritto, può risultare utile ricordare che la recente riforma del diritto societario spagnolo è stata attuata su due livelli: sul piano normativo, e con ricadute sulle società di capitali in genere, con l’emanazione il 3 dicembre 2014 della Ley 31/2014, che ha emendato in molteplici luoghi la Ley de sociedades de capital (L.S.C.); sul piano dell’autodisciplina, e con un intervento mirato alle società quotate, con la nuova versione del Código de buen gobierno, approvato il successivo 18 febbraio 2015.

Le innovazioni sono l’esito dei lavori della Comisión des Expertos, nominata nel 2013, a cui era stato dato dal Governo spagnolo il duplice compito di elaborare alcune proposte di modifica del sistema legislativo, culminate con la pubblicazione dell’Estudio sobre propuestas de modificaciones normativas (o El Informe, la Relazione), e di coadiuvare la Comisión Nacional del Mercado de Valores nell’attività di aggiornamento del Codice di autoregolamentazione [1].

La fisionomia dell’organo di amministrazione delle società anonime risulta profondamente mutata dall’azione combinata della Ley 31/2014 e del Código de buen gobierno.

La riforma è intervenuta sullo statuto giuridico degli amministratori e sull’organizzazione interna del consiglio; tra gli aspetti più innovativi della Legge e del Codice di autodisciplina, si possono ricordare la codificazione espressa della business judgment rule, sull’esempio del diritto societario australiano e la disciplina della remunerazione degli amministratori, in adesione alle indicazioni provenienti dall’Unione europea.

2. La nuova responsabilità degli administradores

Si può osservare che è stata ridotta la percentuale del capitale sociale necessaria ai fini dell’esperimento dell’azione di responsabilità nei confronti dell’organo gestorio: è oggi sufficiente la titolarità del 3%, in luogo del 5%, sia nelle società quotate sia in quelle non quotate (artt. 239, primo comma, e 495, secondo comma, lett. a, L.S.C.).

Inoltre, non è più necessaria la preventiva autorizzazione assembleare all’esercizio dell’azione, laddove i soci che intendano promuoverla siano titolari del 5% del capitale sociale della società non quotata, o del 3% nella società quotata (art. 239, primo comma, L.S.C.).

Risulta mutato altresì il termine iniziale da cui decorre la prescrizione dell’azione di responsabilità, che si situa nel giorno in cui essa avrebbe potuto essere esercitata (art. 241 bis L.S.C.), e non più dalla cessazione dalla carica degli amministratori, come invece sancito in precedenza ex art. 949 Código de comercio; l’art. 239 L.S.C. addebita poi le spese processuali sostenute dalla parte attrice alla società, nel caso in cui l’azione sia accolta totalmente o anche solo parzialmente.

La Ley 31/2014 ha ridefinito il contenuto del dovere di lealtà (artt. 228 e 229 L.S.C.), stabilendo che la sua violazione da parte dell’organo di gestione obbliga la società a risarcire il danno cagionato al patrimonio sociale e a devolvere una somma pari all’ingiusto arricchimento derivato agli stessi amministratori (art. 227, secondo comma, L.S.C.).

Il quadro delle novità in materia di responsabilità degli amministratori si completa, come anticipato, con la codificazione, all’art. 226 ..


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