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Contabilità e bilancio delle imprese

Gabriele Racugno

La rilevazione dei fatti di gestione nelle scritture contabili costituisce l’incipit dell’itinerario che conduce alla redazione del bilancio d’esercizio. In seguito alla riforma del 2015, ai due prospetti contabili, costituiti dallo stato patrimoniale e dal conto economico, se ne aggiunge un terzo: il rendiconto finanziario, da cui può desumersi la sussistenza o meno della continuità aziendale (going concern). L’OIC 10 prevede due diversi metodi di redazione del rendiconto finanziario.

The accounting of management issue sis the “incipit” that leads to the financial statement. With regard to the financial statement the D.lgs. n. 139/2015 adds to the balance sheet and the profit and loss account a third document: the cash flow statement, which may infer the existence of going concern. The Italian accounting standard number 10 provides two different methods to draft the cash flow statement.

KEYWORDS: accounting – financial statement – cash flow statement – accounting standards – going concern.

SOMMARIO: 1. Il bilancio, quale scrittura contabile di sintesi. – 2.Valori originari e valori derivati. – 3. La continuità aziendale. – 4. Il rendiconto finanziario. – 5. La rilevanza per il mercato delle informazioni contabili.

1. Il bilancio, quale scrittura contabile di sintesi

Desidero iniziare con un ricordo. Molti anni fa il Professor Ermanno Bocchini mi chiedeva di poter domiciliare in Cagliari una causa, dovendo, insieme al Professor Minervini, resistere all’impugnativa di un bilancio davanti al tribunale di questa città. Nell’atto di citazione l’attore censurava il bilancio e soprattutto si doleva della mala gestio degli amministratori. Nella comparsa di risposta Ermanno Bocchini, rilevava tra il serio e il faceto, che poco “ci azzecca” la mala gestione con il bilancio, perché il bilancio è una fotografia, anzi precisava, «è una fotografia nella quale vengono esposti in sintesi i numeri contenuti nella contabilità». Fu allora che mi si aprirono (tardivamente) nuovi orizzonti. Fino al quel momento, il bilancio mi appariva come Minerva che nasce armata dal cervello di Giove! Nelle prime lezioni di diritto commerciale, invero, venivano affrontate le scritture contabili, ma è anche vero che presto venivano dimenticate, fino a quando, alla fine del corso, non si arrivava al bilancio. In effetti, nella manualistica, questo collegamento, tra contabilità e bilancio, non traspariva, o quantomeno, io, da studente, non lo avevo rilevato. Dalla lettura della comparsa di risposta di Ermanno Bocchini, il collegamento del bilancio con le scritture contabili diveniva una realtà.

2. Valori originari e valori derivati

Il primo momento in cui i numeri hanno rilievo è nella rilevazione dei fatti di gestione nelle scritture contabili. Questo passaggio è stato ben spiegato nei due volumi di Ermanno Bocchini, Sul diritto della contabilità delle imprese. Il tema del diritto contabile, che spesso viene individuato come una terra di con-fine, ha cominciato ad avere un nuovo rilievo nell’analisi giuridica. È negli studi di Ermanno Bocchini che si ritrova illustrata e spiegata la partita doppia. Ha scritto il sociologo Max Weber che «la contabilità della partita doppia è una delle basi razionali e scientifiche del capitalismo moderno». Ed è proprio dalla distinzione tra valori originari e valori derivati che occorre partire nell’analisi del bilancio.

3. La continuità aziendale

Dieci anni fa, Ermanno Bocchini ha scritto un saggio intitolato “Riforma organica della disciplina della crisi di impresa ed economia dell’infor-mazione”: una lettura, dedicato a Federico Martorano, negli Studi in suo onore. Un passaggio di questo scritto fornisce l’occasione per approfondire l’analisi che si vuole ora condurre. Esaminando gli artt. 2446 e 2447 c.c., Bocchini scrive che la regola che impone di comunicare al mercato la perdita del capitale costituisce «un’informazione grezza e incompleta dello stato di salute dell’impresa». Ed è qui che nasce un nuovo mondo, ossia, il rilievo, fino ad allora per lo più trascurato, della situazione finanziaria dell’impresa. Chi dispone ancora di un codice civile del 1942 non aggiornato con le nuove norme sul bilancio del 1991, potrà rilevare che l’art. 2423, secondo comma c.c., recitava: «Dal bilancio e dal conto dei profitti e delle perdite devono risultare con chiarezza e precisione la situazione patrimoniale della società e gli utili conseguiti o le perdite sofferte». Profilo patrimoniale e profilo economico. Mancava nel previgente art. 2423 c.c. l’espressione, che si ritrova dal 1991, «… la situazione finanziaria». E qui si innesta il discorso relativo alla perdita di capitale che – come scrive Ermanno Bocchini – è «un evidenziatore rozzo e grezzo», perché la perdita di capitale, sostanzialmente, non consente di rilevare se l’impresa sia o meno in crisi, ma evidenzia soltanto che, ad esempio, per una svalutazione dei crediti, la colonna dell’attivo si è ridotta e conseguentemente emerge una perdita del capitale sociale. Il discorso pionieristico di Ermanno Bocchini preconizza quell’istituto che, viceversa, dall’agosto del 2015 è entrato nel codice civile, ossia, il Rendiconto finanziario. Bocchini nei suoi studi si sofferma sullo IAS7, in quanto il rendiconto finanziario, allora si trovava solo nei principi contabili internazionali. Adesso occorrerà aspettare la nuova edizione della sua opera per verificare la novità e l’impatto del rendiconto finanziario ..


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